Maxi-dividendo Fininvest per il Premier
Un centinaio di milioni per Silvio berlusconi. Per la prima volta cedole anche ai figli di Veronica Lario
È un altro dividendo record quello che Silvio Berlusconi incasserà dalla Fininvest per il 2005. L’anno d’oro del Biscione - con i risultati di Mediaset (603 milioni di utile netto) che hanno polverizzato i massimi già visti nel 2004 - si trasformerà, secondo una stima prudente, in un assegno personale da quasi 100 milioni di euro per il presidente del Consiglio, cui fa capo oggi il 63,7% della Fininvest. La holding staccherà la cedola fra più di un anno, dopo l’approvazione del bilancio 2006, mentre la prossima estate Berlusconi riceverà la cedola relativa al 2004 (poco meno di 90 milioni secondo le stime). Stando alle ipotesi di alcuni analisti, i circa 100 milioni frutto dei risultati 2005 potrebbero lievitare, anche di molto, qualora la finanziaria di via Paleocapa - che controlla la terna quotata a Piazza Affari, Mediaset-Mondadori-Mediolanum, oltre al gruppo Medusa e al Milan - decidesse di staccare un dividendo extra.
Un altro giorno è andato
Quella del tempo che se ne va è una delle poche certezze che abbiamo. Essere consapevoli di non aver potuto dare il proprio contributo secondo “il proprio sentire”, spesso crea disagio e rimpianti. Per questo voglio postare la canzone di Guccini che meglio rappresenta queste sensazioni che, calate in questa campagna elettorale, danno il senso di un’insoddisfazione che non può essere colmata facilmente.
Giorni fa alcune frasi in un post e in un commento troppo trionfalistici sul governo delle sinistre che “deve venire” e che ci porterà “tanta felicità” mi hanno creato un po’ di fastidio. Ve le riporto:
Qual'è il Paese che affida il conteggio elettronico
dei voti alla società americana protagonista
dello scandalo in Florida?
I muli intossicati
Un inserto de Il Sole 24 ore del 28 marzo è dedicato ai Trasporti e ospita un’intervista doppia ad un esponente di Forza Italia (Maurizio Lupi) e uno della Margherita (Ermete Realacci) in merito alle soluzioni proposte dai due schieramenti per risolvere il problema della mobilità in Italia.
Come fanno gli inglesi, ho confrontato i due interventi contando il numero di buzzwords, cioè le parole più ricorrenti, quelle pronunciate così spesso in un discorso da costituire una sorta di ronzio di fondo inconfondibile (buzz).
I WANT A TICKET TO DRIVE
A Bologna non si parla d’altro. Poco fa uscendo a prendere il giornale due signore anziane che stavano leggendo locandina di Repubblica “Ticket d’ingresso in Centro” si rivolgono a me dicendo: “Vediamo se questa giovanotta ce lo sa spiegare?”. Colta di sorpresa, ho dovuto subito rassicurarle che loro non avrebbero pagato nulla per spingere a piedi sotto Le Torri il loro carrellino della spesa: ci mancherebbe! Tirato il sospiro di sollievo ed evitato il collasso, hanno poi capito che questo ticket riguarda le macchine e basta, e che quindi non le interessa. Fiu!
Ma di cosa si tratta in realtà?

È un leader dell'Unione al contrattacco quello che risponde dai microfoni di Radio Anch'io. «A Berlusconi non gli resta che criticare il nostro programma, falsificandolo, non gli rimane più nulla». Prodi ricorda che «i toni» di questa campagna elettorale «non li ho certo alzati io. Anzi, vedo con sorpresa che Berlusconi continua a farlo, credo lo faccia per mettersi in vantaggio all'interno della sua coalizione». E sulla laicità dice: «Lo Stato laico è un punto fermo della nostra coalizione».
di red. Unità.it
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The Pride Day

Nessuna modifica all'aliquota su Bot esistenti, revisione senza aumentidell'Ici, tassazione delle rendite finanziarie, tasse di successione «solo per i ricchissimi» e cuneo fiscale da finanziare per 10 miliardi. Romano Prodi presenta i veri numeri del programma dell'Unione e attacca il centrodestra: dice solo «menzogne».
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di red Unità.it
BORSE DI STUDIO CERCANSI
Il motore di ricerca del sito serve a interrogare il database per trovare borse di studio, assegni di ricerca, premi di laurea e master in Italia e all'estero, anche per Erasmus.

Un «passaggio quasi diretto» di 500 milioni «da un conto Fininvest a un conto del giudice Squillante tramite transito per il conto “Mercier” dell'avvocato Previti». È qui, il cuore delle oltre 500 pagine di motivazioni della sentenza con la quale i giudici della Seconda Corte d'Appello di Milano hanno confermato la condanna di Cesare Previti a 5 anni nell'ambito del processo Sme-Ariosto. Le dichiarazioni difensive degli imputati? «Prive di alcun riscontro, smentite dai fatti».
di red Unità.it
Buongiorno a Tutti... Per iniziare con il sorriso, UNO "strano", involontario effetto di senso...
La Fonte? Naturalmentela ben nota rubrica inaugurata da Repubblica che da spazio alle foto "attente" dei lettori, che scoprono, le faglie, le gag della campagna manifesti...

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BIMBI COTTI
di Sebastiano Messina
Ieri Berlusconi ha scagliato contro Prodi e il centro-sinistra una clamorosa rivelazione: "Nella Cina di Mao i comunisti bollivano i bambini per concimare i campi". Ora, come si sa, i comunisti in Italia sono alleati di Prodi e siccome i comunisti sono uguali dappertutto, ha sicuramente ragione Berlusconi ad avanzare il velato sospetto che anche quelli italiani - tra i più spietati del pianeta, notoriamente - abbiano seguito l'esempio cinese. Magari non avranno messo i neonati in un pentolone, come i cannibali, ma chi ci dice che non abbiano seguito una via nazionale alla concimazione? Chi ci assicura che i bolognesi non li abbiano sminuzzati nel ragù, che i toscani non li abbiano arrostiti allo spiedo, che i napoletani non li abbiano preparati all'acqua pazza, che i romani non li abbiano fatti al forno con le patate, che i siciliani non li abbiano impanati e fritti? Chissà quanti marmocchi, pupi, fanciullini e pargoletti sono stati usati come fertilizzante dai feroci comunisti italiani nell'ultimo mezzo secolo. Ma non lo sapremo mai, perchè l'operazione è stata gestita dalle cooperative rosse, con i finanziamenti delle giunte rosse e la copertura delle toghe rosse. Per concimare, è ovvio, le rape rosse.

Che ne è stato della cassa? Quella dello Stato. Ovvero: il centrodestra dove ha speso tutti i soldi risparmiati dal governo Prodi? Se lo chiede il Professore, davanti agli imprenditori di Perugia: «Avevo lasciato un avanzo primario del 6 per cento ora non ci sono i soldi neppure per le fotocopie, dove sono finiti?». E avanza un'ipotesi: che almeno una grossa parte siano stati spesi in consulenze di "amici degli amici". Il candidato premier continua a prendere le distanze dalla tv - sia Rai che Mediaset - e dice: «Chi vota per me non è teledipendente».
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fonte Unità.it