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giovedì, 29 giugno 2006

Cosa ci stiamo a fare in Afganistan ?

L'ONU aveva autorizzato una missione di un contingente multinazionale, l'ISAF, con il compito di mantenere la pace (peace keeping).
Poi, senza alcuna autorizzaione dell'ONU, è subentrata la NATO e i compiti della missione sono diventati di imporre la pace (peace enforcing).
Adesso con l'aumento richiesto dalla NATO delle truppe e dei mezzi, il dislocamento nel sud del paese, dove gli americani stanno conducendo un'offensina con lancio da 10000 metri di bombe terrificanti, la Nato viene a subentrare alle forze statunitensi e la missione diventa di guerra. Ormai tutto l'Afganistan è zona di guerra e diventa difficile, anche rimanendo nell'ISAF, essere percepiti dagli afgani come "portatori di pace", come è già successo anche a nostri militari di restare coinvolti in attacchi mortali in azioni di guerriglia
Ma non è la "nostra" guerra, e nessun paese della NATO è stato attaccato dall'Afganistan, la nostra costituzione bandisce la guerra, cosa ci stiamo a fare lì ?
Perchè dobbiamo restare coinvolti in una guerra voluta dagli Stati Uniti e condotta da loro, nella quale non contiamo niente ?
Possiamo forse sperare di convincerli che il terrorismo non si combatte con le bombe ?
Io non sono antiamericano. L'America è un grande Paese, gli americani sono un grande popolo (anche se hanno rivotato per Bush, ma noi non siamo messi molto meglio al riguardo), mi piace la musica, il cinema, la letteratura americane. E sono convinto che così la pensa la grande maggioranza degli italiani. Ma questo non significa che lo Stato italiano, adesso che è rappresentato dal centrosinistra, debba supinamente seguire gli Stati Uniti in avventure militari così scopertamente sballate. Io credo che Prodi e D'Alema siano convinti di questo. E allora dovrebbero avere uno scatto di dignità e di rispetto per i nostri soldati che rischiano la vita per niente e andare a reclamare una ridiscussione degli scopi della missione, che debbono essere umanitari e non militari, e se no andarcene ! E non ci venga a dire il Ministro degli Esteri che andarcene dall'Afganistan vorrebbe dire uscire dalla NATO e dall'UE ! (quanto ad uscire dalla NATO, se ne potrebbe anche parlare !).
L'ultima cosa che vorrei ora è la caduta del governo Prodi e la scadenza è troppo vicina per consentire un dibattito più sereno. Ma anche dopo il passaggio parlamentare bisogna insistere perchè la diplomazia si muova per porre le condizioni di un ritiro in tempi ragionevoli
postato da: giotur alle ore 11:30 | link | commenti (5)
categorie: politica
mercoledì, 28 giugno 2006

Grande risultato per il referendum. Adesso però non cominciamo con le larghe maggioranze !

Questo risultato, la grande partecipazione e la netta vittoria del NO, è stata una grande vittoria del popolo, che nonstante lo scarso impegno dei partiti nella campagna elettorale, il caldo e la stanchezza di una lunga stagione elettorale, si è espresso così chiaramente.
Ora io credo che questa vittoria non ci deve far dimenticare i 5 anni di sofferenza che ci ha inflitto il governo di centrodestra: Anche Casini e Fini, i cosiddetti "moderati" del centrodestra, hanno condiviso pienamente la responsabilità per le pessime leggi volute da Berlusconi e ora cercano di accreditarsi presso il cemtrosinistra senza rinnegare il passato recente. Prima si liberino dell'egemonia di Berlusconi, poi si potrà parlare di laghe maggioranze.
Non illudiamoci, il "berlusconismo" non è morto, un italiano su due ha votato per lui e non è il momento di abbassare la guardia.Non si tratta di vendicarci ma dobbiamo portare avanti senza compromessi il programma di risanamento dell'Italia dai guasti del berlusconismo, approvato datutti i partiti del centrosinistra e votato dalla maggioranza degli italiani. Se poi i moderati del centrodestra vorranno aggiungere i loro voti ai nostri, ben vengano, ma si deve trattare di voti aggiuntivi e non contrattati.
Diverso è il caso delle modifiche costituzionali, che potranno essere concordate con l'opposizione, ma dovranno essere limitate e nel solco della costituzione appena confermata dai cittadini.
Io penso che noi dei comitati dovremmo rimanere vigili e cercare di far sentire a Prodi il nostro appoggio per andare avanti sulla strada intrapresa e per aiutarlo a resistere alle pressioni che gli arrivano da alcuni partiti della coalizione per aperture ai "moderati" del centrodestra che potrebbero annacquare il nostro programma e scontentare gli elettori che l'hanno votato.
postato da: giotur alle ore 15:44 | link | commenti (1)
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Partecipazione dal basso

Dopo gli incontri dei giorni scorsi, Ieri si è tenuta nella sala PASSEPARTOUT a Bologna l'incontro organizzato dal Gruppo Scuola , nonostante il gran caldo si è registrata una buona presenza da parte dei partecipanti interessati e determinati a dare un contributo in termini di idee e proposte da sottoporre alla classe dirigente in vista delle prossime scadenze che il Governo dovrà affrontare per decidere cosa fare della Riforma Moratti. I lavori del gruppo riprenderanno a Settembre con l'impegno da parte di ogni partecipante di approfondire da quì al prossimo incontro i diversi temi che verrano ripresi;

avanti così,  DOM.

postato da: Kalenadom alle ore 10:33 | link | commenti
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La poesia può cambiare il mondo

Fernanda Pivano

"Il denaro ispira la corruzione. La musica, la poesia, la letteratura possono cambiare il mondo. Ne sono ancora convinta".

Dall'intervista a Fernanda Pivano, realizzata da Articolo21>>>

postato da: nuvolasenzainverno alle ore 09:49 | link | commenti (1)
categorie: cultura

Riflessioni sui conflitti

Intervista a Tiziano Terzani

postato da: RobbySelmi alle ore 06:22 | link | commenti (1)
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martedì, 27 giugno 2006

Viva l'Italia tutta intera !

 

 

 

 

 

postato da: pistilla alle ore 23:00 | link | commenti (5)
categorie: politica

Dedicato ai ragazzi di Rita Express

 

 

   
 

...al nostro futuro ...

postato da: pistilla alle ore 15:03 | link | commenti (3)
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Vittoria oltre ogni rosea previsione

Adesso possiamo solo farci male da soli

postato da: Kalenadom alle ore 10:08 | link | commenti
categorie: politica
lunedì, 26 giugno 2006

L'Italia che non muore

W L'ITALIA CHE NON MUORE

Grazie Francesco.

postato da: pistilla alle ore 16:18 | link | commenti (2)
categorie: politica

A rischio chiusura


il Manifesto "abbiamo un problema" crisi prima pagina dal sito
Il quotidiano «il manifesto» rischia di chiudere e giovedì 22 giugno è uscito in edicola con una prima pagina con un solo titolo che è un grido d'allarme: «Tomacelli, abbiamo un problema». A fianco l'editoriale dei direttori Mariuccia Ciotta e Gabriele Polo che spiega le ragioni politico-editoriale della crisi del giornale. Sempre sulla prima una vignetta di Vauro; a pagina 3 un'analisi sul perché i conti non tornano e un articolo sulla discussione interna al giornale su come provare a rilanciare un'impresa cooperativa unica, libera e anomala nel panorama dell'informazione. Insomma un numero monografico sulla nuova crisi dello storico giornale.

«Le crisi finanziarie hanno scandito la nostra esistenza: le abbiamo sempre superate con il nostro lavoro e con l'aiuto del nostro mondo. Ora siamo al punto - scrivono i direttori - che trentacinque anni possono precipitare in un pomeriggio d'estate. Perché la libertà costa, soprattutto a chi la pratica, e arriva il momento che quei costi si materializzano in scadenze non più rinviabili. Per evitare il precipizio abbiamo bisogno di aiuto, perché questa crisi è più grave delle altre e mette a repentaglio la stessa esistenza del giornale. Non è un grido d'allarme, è una semplice notizia: nelle pagine interne ne illustriamo i termini. Perciò da oggi inizia un referendum sul futuro di questo giornale: le schede elettorali stanno nel portafoglio di tante e tanti».

Il direttore editoriale Francesco Paternò chiede: «Salviamo il mostro». «Siamo un mostro. Da salvare, perché‚ se muore non si riproduce più. Perché‚ proprio adesso rischiamo di chiudere, perché‚ abbiamo difficoltà a pagarci gli stipendi da febbraio: è una storia singolare da giornale libero e di mercato, un'anomalia mondiale. E che vuole risanarsi per ripartire, più o meno la stessa missione - fatte le dovute proporzioni - del ministro Tommaso Padoa Schioppa», aggiunge Paternò spiegando che «l'attuale pericolosissima crisi nasce da lontano. Su un fatturato di 17,5 milioni di euro e 121 dipendenti, il contributo della legge per l'editoria alla nostra cooperativa vale il 25% mentre quello da incassi pubblicitari il 9,6% contro circa il 50% degli altri giornali. Il resto delle entrate sono da vendite da edicola e dalle poche promozioni che siamo in grado di fare - perché‚ le promozioni necessitano di investimenti importanti - e comunque tutte rigorosamente in utile. Dai libri ai cd, dove il manifesto ha affermato in poco più di dieci anni un vero marchio di qualità. Nonostante abbiamo ridotto gli oneri degli interessi passivi dal 10 al 5% fin dagli inizi del millennio, il peso del debito ci sta stritolando. Pure a fronte di un risanamento patrimoniale cominciato nel 2001 - continua Paternò - che ha portato a una secca riduzione del debito oneroso e a fronte di bilanci che, tra alti e bassi, non producono più da anni voragini nel conto economico e indicano anzi un certo equilibrio di gestione. Il 2005 abbiamo chiuso con una buona media di 29.000 copie vendute, a causa però di eventi eccezionali come la vicenda del sequestro della nostra Giuliana e la morte di Nicola Calipari. O ancora la scomparsa di Giovanni Paolo II. Quel che ci sta spingendo sull'orlo del baratro è però il peso del debito».

postato da: Kalenadom alle ore 09:42 | link | commenti
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domenica, 25 giugno 2006

Riflessioni

Riflessioni


servaitaliaAhi, serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!


(Dante, Purgatorio, Canto VI, vv 76-78)

postato da: pazyryk alle ore 21:45 | link | commenti
categorie: politica

NO

 

postato da: pistilla alle ore 11:17 | link | commenti
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L'appello

Vittorio Foa: Nella Carta Costituzionale i fondamenti di libertà e uguaglianza


"Per me la Carta costituzionale è un messaggio permanente di convivenza nel futuro contro il "presentismo" fine a se stesso.Certo è forte la "convenienza" del presente, che determina la lotta politica del giorno per giorno; ma il partito del sì ha in mente solo quella". In un'intervista pubblicata oggi da il Manifesto Vittorio Foa, tra i protagonisti che stesero la Costituzione, interviene sul referendum che si propone di modificare alcuni articoli della Costituzione. Una Costituzione che va difesa perchè contiene "un messaggio permanente sulla "convivenza" che riguarda il futuro, le regole di civiltà. Non si tratta di difendere un testo contro chi lo vuole cambiare ma sapere cosa farne, come usarlo in modo più ampio, allargare a tutti libertà individuali ed uguaglianze". "Questa Costituzione è un po' anche figlia mia", conclude Foa e ringrazia Oscar Luigi Scalfaro "che si è battuto per il No nel voto di oggi e di domani".

da L'Unità, 25 giugno 2006
postato da: pistilla alle ore 11:01 | link | commenti
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Raccomandazioni all' elettore

 

 

Raccomandazioni all'elettore.

Primo: vai a votare perchè quel voto è di importanza capitale per la tutela dei tuoi poteri sulle cose dello Stato.

Secondo: difendi il dibattito plurale sui problemi della Nazione.

Terzo: non sperare nei supercapi e negli uomini della provvidenza.

Quarto: stai attento nel delegare i tuoi poteri ad altri.

Infine, le Costituzioni non si stracciano ad ogni spirare di vento.

Pietro Ingrao, l'Unità 24 giugno

postato da: pistilla alle ore 10:29 | link | commenti (1)
categorie: politica
sabato, 24 giugno 2006

Se il sì vince la partita

Scuole, ospedali, istituzioni: ecco che cosa succederà se il sì vince la partita.
di Carmelo Lopapa
da il Venerdì di Repubblica

Si parla, soprattutto di devolution, ma in gioco è tutta la seconda parte della Costituzione e non solo i rapporti tra lo Stato e gli Enti Locali. La riforma approvata dal governo Berlusconi, incide infatti su 53 articoli della Carta Fondamentale, che toccano alcuni cardini dell'architettura costituzionale.Dal bicameralismo ai poteri del premier, alle competenze delle Regioni, al numero dei parlamentari passando per il CSM e per le nuove autorità di garanzia.Domenica 25 e lunedì 26 sono chiamati a dire la loro 47 milioni di elettori.Questa volta non sarà richiesto alcun quorum, proprio per la natura costituzionale del referendum (confermativo).Per cancellare la riforma basterà che i no siano superiori ai sì, e viceversa per approvarla.Ecco cosa prevede oggi il testo costituzionale e come la riforma Berlusconi lo ha cambiato

IL PREMIER

Com'é

Il capo del governo ha il compito di dirigere la politica generale dell'esecutivo e ne è responsabile.E' nominato dal presidente della Repubblica .Il governo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere , attraverso l'approvazione di una mozione.Una o entrambe le Camere possono revocarla con lo stesso iter.Il presidente del Consiglio non può sciogliere il Parlamento:solo il Presidente della Repubblica detiene questo potere.

Con la riforma

Cambia la definizione : il capo del governo diventa "primo ministro" ed è scelto direttamente dal corpo elettorale (al momento del voto per rinnovare la Camera), in quanto leader della coalizione che ottiene la maggioranza.Non è previsto un voto di fiducia,ma solo un voto sul programma, da parte della Camera. Il primo ministro momina e revoca i ministri.Ha il potere di sciogliere la Camera:Nel caso di sue dimissioni termina la legislatura.Il premier è tenuto a dimettersi solo in due casi: primo, quando ottiene un voto contrario alla fiducia da lui stesso posta su un provvedimento; secondo, quando la Camera approva, a maggioranza assoluta, una mozione di sfiducia firmata da almeno un quinto dei deputati.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Com'è

Il capo dello Stato rappresenta l'unità nazionale.Può sciogliere le Camere ; su indicazione della maggioranza, nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri.E' il capo delle forze armate. E' eletto dal Parlamento (in seduta comune e integrato dai delegati regionali).Deve avere compiuto  50 anni.

Con la riforma

Scioglie la Camera solo su richiesta del primo ministro (non può farlo autonomamente); diventa il garante della Costituzione e dell'"unità federale della Repubblica"(e non più dell'unità nazionale); ratifica la nomina dei ministri, che sono scelti dal premier.Deve avere compiuto 40 anni; è eletto all'Assemblea della Repubblica (Camera, Senato, più i presidenti di Regioni e Provincie autonome , insieme con i delegati regionali).

IL SENATO

Com'è

E' composto da 315 senatori (l'età minima è 40 anni). L'elezione è contestuale a quella della Camera e la legislatura dura 5 anni.Ogni presidente della Repubblica può indicare fino a cinque senatori a vita.

Con la riforma

Si chiama senato federale. I senatori diventanao 252 (dal 2016); scompaiono quelli a vita; l'età minima scende a 25 anni.L'elezione è su base regionale ed è contemporanea a quella dei consigli regionali (dal 2011): se la Camera viene sciolta, il Senato non è coinvolto.Non può più sfiduciare il premier, non approva più tutte le leggi varate dalla Camera, ma solo alcune (leggi elettorali, diritti civili), Soprattutto, può legiferare autonomamente su materie oggi di competenza comune di Stato e Regioni .

LA CAMERA

Com'è

E' composta da 630 deputati, 12 dei quali eletti nelle circoscrizioni estere.Può essere eletto chi ha compiuto 25 anni; non ci sono deputati a vita.

Con la riforma

Gli inquilini di Montecitorio si riducono a 518 (nel 2016) e sono 18 quelli eletti eletti all'estero.L'età minima per essere eletti scende a 21 anni e vengono introdotti 3 deputati a vita.

LA CORTE COSTITUZIONALE

Com'è

L'organismo chiamato a giudicare la legittimità costituzionale delle leggi approvate dal Parlamento è composto da 15 giudici: cinque sono scelti dal Presidente della Repubblica, cinque eletti dal Parlamento in seduta comune e cinque dalla magistratura.

Con la riforma

La Corte resta composta da 15 giudici.Cambia però il sistema di elezione: tre giudici sono scelti dalla Camera, quettro dal Senato, quattro dal Presidente della Repubblica e quattro dalla magistratura. Nei tre anni successivi alla fine del mandato, i guidici costituzioinali non possono ricoprire incarichi di governo o politici. Comuni, provincie e città metropolitane possono ricorrere alla Consulta se ritengono che una legge statale o regionale leda una loro competenza.

IL CSM

Com'è

I membri sono eletti, per due terzi, dai magistrati ordinari; il restante terzo è indicato dal Parlamento (che sceglie tra i professori universitaricompetenti in materie giuridiche e gli avvocati con 20 anni di servizio.).

Con la riforma

I membri del CSM sono eletti per due terzi dai magistrati ordinari; per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato Federale.

LE AUTHORITY

Com'è

Nessun articolo della Costituzione disciplina gli organismi di controllo.

Con la riforma

Un art. del testo riformato (il 98 bis) riconosce, dando ad essi una copertura costituzionale, la figura del Garante in vari settori. E' previsto che possano essere istituite Autorità indipendenti per vigilare sui diritti costituzionali e sulle materie di competenza dello Stato.I garanti devono riferire in Parlamento sui risultati della loro attività.

IL BICAMERALISMO E LE LEGGI

Com'è

le leggi devono essere approvate da entrambe le Camere.E' il bicameralismo perfetto: tutti i provvedimenti di iniziativa parlamentare ( e anche i decreti di governo) devono ottenere il via libera sia dalla Camera sia dal Senato.

Con la riforma

Basta il sì della Camera per le leggi di esclusiva competenza dello Stato (difesa, politica estera, giustizia...)Il Senato cambia radicalmente e si specializza: può varare autonomamente leggi su materie su cui , oggi, Stato e Regioni hanno competenze comuni, come tutela del lavoro, commercio con l'estero, porti, aeroporti civili, protezione civile, casse di risparmio, beni culturali.

LE COMPETENZE DI STATO E REGIONI

Com'è

Lo Stato ha esclusiva competenza su politica estera e monetaria, regole elettorali, ordine pubblico, giustizia, organi dello Stato, norme generali dell'istruzione, immigrazione, ambiente. Poi, ci sono materie di competenza concorrente: lo Stato definisce le linee generali e le Regioni legiferano ( per esempio tutela della salute e sicurezza sul lavoro). Su tutte le altre materie il potere legislativo spetta alle Regioni.

Con la riforma

Aumentano le competenze legislative delle Regioni (e si riducono quelle statali e concorrenti): è la devolution, che, soprattutto, si traducenell'affidare in via esclusiva alle Regioni la competenza su assistenza sanitaria, scuola e polizia regionale.

ISTRUZIONE

Com'è

La Costituzione in vigore, secondo quando previsto dalla riforma del titolo V approvata nel 2001, distribuisce già le competenze in tema di istruzione tra loStato ( chiamato a dettare le norme generali), le Regioni ( che hanno una competenza parziale in materia di istruzione e formazione professionale) e infine le istituzioni scolastiche (alle quali viene riconosciuta autonomia normativa e organizzativa).

Con la riforma

Resta in capo allo Stato ( e dunque al ministero dell'istruzione), la competenza per le norme generali, che però non sono ancora state specificate. Passa per intero alle Regioni la competenza relativa all'organizzazione scolastica e alla gestione degli Istituti e alla definizione dei programmi di interesse territoriale (una Regione, per esempio, potrà decidere di introdurre, come obbligatori, l'insegnamento di un dialetto o cicli di lezioni sulle norme di tutela ambientale). Resta confermata l'autonomia delle singole scuole, riguardo alla gestione interna.

SICUREZZA

Com'è

La Costituzione riconosce allo Stato l'esclusiva competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica. Fanno capo allo Stato centrale i tre corpi di polizia, cioè: carabinieri, guardia di finanza e polizia ( la polizia municipale fa riferimento alle amministrazioni comunali e opera entro i confini del Comune). Non esiste alcuna struttura di sicurezza che dipenda dalle Regioni.

Con la riforma

La riforma del titolo V della Costituzione affida alle Regioni una competenza esclusiva sulla polizia amministrativa regionale e locale, ma restano incerti i compiti di questa struttura e, soprattutto il suo coordinamento con le altre forze di polizia. Ancora da definire anche il profilo della gestione finanziaria.

SANITA'

Com'è

Spetta allo Stato e alla sua competenza legislativa esclusiva tutto quel che attiene ai livelli essenziali di assistenza sanitaria. Le Regioni sovrintendono all'attività delle ASL, aziende sanitarie locali. Ma il servizio msanitario nazionale rende omogenea l'assistenza su tutto il territorio: lo Stato copre i disavanzi e garantisce una buona assistenza in tutte le Regioni.

Con la riforma

Restano di competenza dello Stato le norme generali di tutela della salute, ma vengono assegnate alle Regioni l'assistenza e l'organizzazione sanitaria: buget degli ospedali, tetti di spesa, convenzioni con i privati...Tutto è finanziato con le entrate fiscali regionali (una norma questa, che a molti operatori del settore fa temere uno squilibrio nell'assistenza tra nord e sud).

 

 

postato da: pistilla alle ore 23:12 | link | commenti (3)
categorie: politica

Bonsai

Un quesito
di Sebastiano Messina

Diciamo la verità: essere costretti a dire sì o no, in blocco, alla riforma di 53 articoli della Costituzione, è un colpo basso che gli Italiani proprio non meritavano. Non si può pretendere che un corpo elettorale si trasformi in un popolo di costituzionalisti, e si cimenti alla svelta -tra le qualificazioni e gli ottavi di finale dei Mondiali- con i pesi e contrappesi del premierato. Eppure questa indubbia difficoltà del quesito non è un'attenuante accettabile nè un alibi sufficiente per giustificare i trucchetti da imbonitore di chi vuol farci credere che domenica e lunedì si vota per qualcos'altro. Come il professor Tremonti, il quale va dicendo in giro che votando Sì"si dà uno stop a chi vuol tassare i bot".O come il ministro Pecoraro Scanio , il quale ci informa che "il No è un voto contro l'aumento delle tasse". Tutto si può sostenere in una libera democrazia.Dunque è possibile che qualcuno ci spieghi che il Sì serve a combattere la mafia e ad abbassare il colesterolo, o che il No rallenta la caduta dei capelli e fa calare gli interessi sui prestiti.L'abbiamo messo nel conto.Però ci lascino almeno fare una domanda bipartisan: ma cosa abbiamo fatto di male, noi elettori, per essere trattati come imbecilli?

postato da: pistilla alle ore 17:39 | link | commenti
categorie: politica

Votare no è conservatore

L'amaca
di Michele Serra

Votare no è conservatore: questo è il succo della campagna del sì, ma soprattutto è il succo di almeno 10 anni di propaganda del centrodestra, formidabile nell'accreditare come riformatore, o addirittura rivoluzionario, lo spirito antistatale e antieuropeo della piccola borghesia sediziosa (soprattutto del Nord) politicamente rappresentata dall'asse Forza Italia-Lega. Sono riusciti a spacciare per "moderne" alcune delle caretteristiche più decrepite del nostro popolo: il provincialismo gretto, il fastidio per le regole, la fronda fiscale, la diffidenza per la cultura, l'avidità(verghiana,ottocentesca) per il denaro.E,di conseguenza, a far passare per parruccone e conservatore chiunque si opponesse al trionfo di quel vecchiume travestito da "rivoluzione".  Ma al confronto di riformatori di questa tempra, così eccellentemente rappresentati da Roberto Calderoli, i padri costituenti mi fanno l'effetto della Beat Generation.Una ventata di futuro. Voterò No per loro e per noi, che non meritiamo di vivere secondo regole decise da due o tre Calderoli in una baita prealpina. Sicuramente perlinata.

postato da: pistilla alle ore 17:16 | link | commenti (1)
categorie: politica

La politica è l'arte di cercare un problema, ...

La politica è l'arte di cercare un problema, trovarlo, interpretarlo male e poi applicare erroneamente il rimedio sbagliato. (Groucho Marx)

potereL’Italia è un paese che non ha alcuna chance di essere cambiato? Se la punta dell’iceberg è rappresentata dai furbetti del quartierino, la cupola di Moggi & C., gli sbattimenti di culo di Daniela Fini e le slot machine e le puttane reali, già mi figuro cosa ci può essere sotto, all’iceberg.

postato da: pazyryk alle ore 02:29 | link | commenti (1)
categorie: politica
giovedì, 22 giugno 2006

Continuo a parlare di me, ...

Continuo a parlare di me, ma attraverso le mie canzoni

 

In questi giorni è scoppiato l’ennesimo scandalo e questa volta riguarda lo spettacolo, l’informazione e l’intrattenimento. Chi ha letto i miei post sa  che non ho fatto altro, da gennaio in poi: ho denunciato il silenzio mediatico su di me, ma in definitiva, su tutti quegli artisti che “vivono” le loro opere e fanno di esse un mezzo per discutere e partecipare al cambiamento di mentalità di un paese. Su Sky, qualche sera fa, su Jimmy Tv, per la precisione,

postato da: pazyryk alle ore 20:18 | link | commenti
categorie: cultura, politica

Il valore della partecipazione

INCONTRIAMOCI. E NASCE IL PARTITO DEMOCRATICO...

Il 17 giugno, come è stato detto sul palco del Quirino da Giulio Santagata, Giovanna Melandri e Dario Franceschini, non può e non deve rimanere un episodio isolato. Lo ha ricordato anche Edmondo Berselli con le sue riflessioni e lo ha sottolineato con le sue domande David Sassoli. 

Un teatro stracolmo, persone arrivate da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, tanta voglia di esserci e di farsi sentire. Nulla di nuovo per noi e per voi, forse un po’ di sorpresa per chi non ha ancora capito la forza e il valore di “Incontriamoci”. Avete letto sui giornali e visto in tv cosa dicono di noi. E sono stati commenti largamente positivi, perché quando ci sono le “persone”, la politica diventa davvero protagonista.   
A presto le foto , Dom.

postato da: Kalenadom alle ore 13:43 | link | commenti (3)
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