Dopo gli incontri dei giorni scorsi, Ieri si è tenuta nella sala PASSEPARTOUT a Bologna l'incontro organizzato dal Gruppo Scuola , nonostante il gran caldo si è registrata una buona presenza da parte dei partecipanti interessati e determinati a dare un contributo in termini di idee e proposte da sottoporre alla classe dirigente in vista delle prossime scadenze che il Governo dovrà affrontare per decidere cosa fare della Riforma Moratti. I lavori del gruppo riprenderanno a Settembre con l'impegno da parte di ogni partecipante di approfondire da quì al prossimo incontro i diversi temi che verrano ripresi;
avanti così, DOM.

"Il denaro ispira la corruzione. La musica, la poesia, la letteratura possono cambiare il mondo. Ne sono ancora convinta".
Dall'intervista a Fernanda Pivano, realizzata da Articolo21>>>
Intervista a Tiziano Terzani
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...al nostro futuro ...
Adesso possiamo solo farci male da soli
W L'ITALIA CHE NON MUORE
Grazie Francesco.

Riflessioni
Ahi, serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di provincie, ma bordello!
(Dante, Purgatorio, Canto VI, vv 76-78)
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Raccomandazioni all'elettore.
Primo: vai a votare perchè quel voto è di importanza capitale per la tutela dei tuoi poteri sulle cose dello Stato.
Secondo: difendi il dibattito plurale sui problemi della Nazione.
Terzo: non sperare nei supercapi e negli uomini della provvidenza.
Quarto: stai attento nel delegare i tuoi poteri ad altri.
Infine, le Costituzioni non si stracciano ad ogni spirare di vento.
Pietro Ingrao, l'Unità 24 giugno
Scuole, ospedali, istituzioni: ecco che cosa succederà se il sì vince la partita.
di Carmelo Lopapa
da il Venerdì di Repubblica
Si parla, soprattutto di devolution, ma in gioco è tutta la seconda parte della Costituzione e non solo i rapporti tra lo Stato e gli Enti Locali. La riforma approvata dal governo Berlusconi, incide infatti su 53 articoli della Carta Fondamentale, che toccano alcuni cardini dell'architettura costituzionale.Dal bicameralismo ai poteri del premier, alle competenze delle Regioni, al numero dei parlamentari passando per il CSM e per le nuove autorità di garanzia.Domenica 25 e lunedì 26 sono chiamati a dire la loro 47 milioni di elettori.Questa volta non sarà richiesto alcun quorum, proprio per la natura costituzionale del referendum (confermativo).Per cancellare la riforma basterà che i no siano superiori ai sì, e viceversa per approvarla.Ecco cosa prevede oggi il testo costituzionale e come la riforma Berlusconi lo ha cambiato
IL PREMIER
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Com'é
Il capo del governo ha il compito di dirigere la politica generale dell'esecutivo e ne è responsabile.E' nominato dal presidente della Repubblica .Il governo deve ottenere la fiducia di entrambe le Camere , attraverso l'approvazione di una mozione.Una o entrambe le Camere possono revocarla con lo stesso iter.Il presidente del Consiglio non può sciogliere il Parlamento:solo il Presidente della Repubblica detiene questo potere.
Con la riforma
Cambia la definizione : il capo del governo diventa "primo ministro" ed è scelto direttamente dal corpo elettorale (al momento del voto per rinnovare la Camera), in quanto leader della coalizione che ottiene la maggioranza.Non è previsto un voto di fiducia,ma solo un voto sul programma, da parte della Camera. Il primo ministro momina e revoca i ministri.Ha il potere di sciogliere la Camera:Nel caso di sue dimissioni termina la legislatura.Il premier è tenuto a dimettersi solo in due casi: primo, quando ottiene un voto contrario alla fiducia da lui stesso posta su un provvedimento; secondo, quando la Camera approva, a maggioranza assoluta, una mozione di sfiducia firmata da almeno un quinto dei deputati.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
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Com'è
Il capo dello Stato rappresenta l'unità nazionale.Può sciogliere le Camere ; su indicazione della maggioranza, nomina il presidente del Consiglio e, su proposta di questo, i ministri.E' il capo delle forze armate. E' eletto dal Parlamento (in seduta comune e integrato dai delegati regionali).Deve avere compiuto 50 anni.
Con la riforma
Scioglie la Camera solo su richiesta del primo ministro (non può farlo autonomamente); diventa il garante della Costituzione e dell'"unità federale della Repubblica"(e non più dell'unità nazionale); ratifica la nomina dei ministri, che sono scelti dal premier.Deve avere compiuto 40 anni; è eletto all'Assemblea della Repubblica (Camera, Senato, più i presidenti di Regioni e Provincie autonome , insieme con i delegati regionali).
IL SENATO
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Com'è
E' composto da 315 senatori (l'età minima è 40 anni). L'elezione è contestuale a quella della Camera e la legislatura dura 5 anni.Ogni presidente della Repubblica può indicare fino a cinque senatori a vita.
Con la riforma
Si chiama senato federale. I senatori diventanao 252 (dal 2016); scompaiono quelli a vita; l'età minima scende a 25 anni.L'elezione è su base regionale ed è contemporanea a quella dei consigli regionali (dal 2011): se la Camera viene sciolta, il Senato non è coinvolto.Non può più sfiduciare il premier, non approva più tutte le leggi varate dalla Camera, ma solo alcune (leggi elettorali, diritti civili), Soprattutto, può legiferare autonomamente su materie oggi di competenza comune di Stato e Regioni .
LA CAMERA
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Com'è
E' composta da 630 deputati, 12 dei quali eletti nelle circoscrizioni estere.Può essere eletto chi ha compiuto 25 anni; non ci sono deputati a vita.
Con la riforma
Gli inquilini di Montecitorio si riducono a 518 (nel 2016) e sono 18 quelli eletti eletti all'estero.L'età minima per essere eletti scende a 21 anni e vengono introdotti 3 deputati a vita.
LA CORTE COSTITUZIONALE
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Com'è
L'organismo chiamato a giudicare la legittimità costituzionale delle leggi approvate dal Parlamento è composto da 15 giudici: cinque sono scelti dal Presidente della Repubblica, cinque eletti dal Parlamento in seduta comune e cinque dalla magistratura.
Con la riforma
La Corte resta composta da 15 giudici.Cambia però il sistema di elezione: tre giudici sono scelti dalla Camera, quettro dal Senato, quattro dal Presidente della Repubblica e quattro dalla magistratura. Nei tre anni successivi alla fine del mandato, i guidici costituzioinali non possono ricoprire incarichi di governo o politici. Comuni, provincie e città metropolitane possono ricorrere alla Consulta se ritengono che una legge statale o regionale leda una loro competenza.
IL CSM
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Com'è
I membri sono eletti, per due terzi, dai magistrati ordinari; il restante terzo è indicato dal Parlamento (che sceglie tra i professori universitaricompetenti in materie giuridiche e gli avvocati con 20 anni di servizio.).
Con la riforma
I membri del CSM sono eletti per due terzi dai magistrati ordinari; per un sesto dalla Camera e per un sesto dal Senato Federale.
LE AUTHORITY
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Com'è
Nessun articolo della Costituzione disciplina gli organismi di controllo.
Con la riforma
Un art. del testo riformato (il 98 bis) riconosce, dando ad essi una copertura costituzionale, la figura del Garante in vari settori. E' previsto che possano essere istituite Autorità indipendenti per vigilare sui diritti costituzionali e sulle materie di competenza dello Stato.I garanti devono riferire in Parlamento sui risultati della loro attività.
IL BICAMERALISMO E LE LEGGI
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Com'è
le leggi devono essere approvate da entrambe le Camere.E' il bicameralismo perfetto: tutti i provvedimenti di iniziativa parlamentare ( e anche i decreti di governo) devono ottenere il via libera sia dalla Camera sia dal Senato.
Con la riforma
Basta il sì della Camera per le leggi di esclusiva competenza dello Stato (difesa, politica estera, giustizia...)Il Senato cambia radicalmente e si specializza: può varare autonomamente leggi su materie su cui , oggi, Stato e Regioni hanno competenze comuni, come tutela del lavoro, commercio con l'estero, porti, aeroporti civili, protezione civile, casse di risparmio, beni culturali.
LE COMPETENZE DI STATO E REGIONI
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Com'è
Lo Stato ha esclusiva competenza su politica estera e monetaria, regole elettorali, ordine pubblico, giustizia, organi dello Stato, norme generali dell'istruzione, immigrazione, ambiente. Poi, ci sono materie di competenza concorrente: lo Stato definisce le linee generali e le Regioni legiferano ( per esempio tutela della salute e sicurezza sul lavoro). Su tutte le altre materie il potere legislativo spetta alle Regioni.
Con la riforma
Aumentano le competenze legislative delle Regioni (e si riducono quelle statali e concorrenti): è la devolution, che, soprattutto, si traducenell'affidare in via esclusiva alle Regioni la competenza su assistenza sanitaria, scuola e polizia regionale.
ISTRUZIONE
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Com'è
La Costituzione in vigore, secondo quando previsto dalla riforma del titolo V approvata nel 2001, distribuisce già le competenze in tema di istruzione tra loStato ( chiamato a dettare le norme generali), le Regioni ( che hanno una competenza parziale in materia di istruzione e formazione professionale) e infine le istituzioni scolastiche (alle quali viene riconosciuta autonomia normativa e organizzativa).
Con la riforma
Resta in capo allo Stato ( e dunque al ministero dell'istruzione), la competenza per le norme generali, che però non sono ancora state specificate. Passa per intero alle Regioni la competenza relativa all'organizzazione scolastica e alla gestione degli Istituti e alla definizione dei programmi di interesse territoriale (una Regione, per esempio, potrà decidere di introdurre, come obbligatori, l'insegnamento di un dialetto o cicli di lezioni sulle norme di tutela ambientale). Resta confermata l'autonomia delle singole scuole, riguardo alla gestione interna.
SICUREZZA
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Com'è
La Costituzione riconosce allo Stato l'esclusiva competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica. Fanno capo allo Stato centrale i tre corpi di polizia, cioè: carabinieri, guardia di finanza e polizia ( la polizia municipale fa riferimento alle amministrazioni comunali e opera entro i confini del Comune). Non esiste alcuna struttura di sicurezza che dipenda dalle Regioni.
Con la riforma
La riforma del titolo V della Costituzione affida alle Regioni una competenza esclusiva sulla polizia amministrativa regionale e locale, ma restano incerti i compiti di questa struttura e, soprattutto il suo coordinamento con le altre forze di polizia. Ancora da definire anche il profilo della gestione finanziaria.
SANITA'
Com'è
Spetta allo Stato e alla sua competenza legislativa esclusiva tutto quel che attiene ai livelli essenziali di assistenza sanitaria. Le Regioni sovrintendono all'attività delle ASL, aziende sanitarie locali. Ma il servizio msanitario nazionale rende omogenea l'assistenza su tutto il territorio: lo Stato copre i disavanzi e garantisce una buona assistenza in tutte le Regioni.
Con la riforma
Restano di competenza dello Stato le norme generali di tutela della salute, ma vengono assegnate alle Regioni l'assistenza e l'organizzazione sanitaria: buget degli ospedali, tetti di spesa, convenzioni con i privati...Tutto è finanziato con le entrate fiscali regionali (una norma questa, che a molti operatori del settore fa temere uno squilibrio nell'assistenza tra nord e sud).
Un quesito
di Sebastiano Messina
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Diciamo la verità: essere costretti a dire sì o no, in blocco, alla riforma di 53 articoli della Costituzione, è un colpo basso che gli Italiani proprio non meritavano. Non si può pretendere che un corpo elettorale si trasformi in un popolo di costituzionalisti, e si cimenti alla svelta -tra le qualificazioni e gli ottavi di finale dei Mondiali- con i pesi e contrappesi del premierato. Eppure questa indubbia difficoltà del quesito non è un'attenuante accettabile nè un alibi sufficiente per giustificare i trucchetti da imbonitore di chi vuol farci credere che domenica e lunedì si vota per qualcos'altro. Come il professor Tremonti, il quale va dicendo in giro che votando Sì"si dà uno stop a chi vuol tassare i bot".O come il ministro Pecoraro Scanio , il quale ci informa che "il No è un voto contro l'aumento delle tasse". Tutto si può sostenere in una libera democrazia.Dunque è possibile che qualcuno ci spieghi che il Sì serve a combattere la mafia e ad abbassare il colesterolo, o che il No rallenta la caduta dei capelli e fa calare gli interessi sui prestiti.L'abbiamo messo nel conto.Però ci lascino almeno fare una domanda bipartisan: ma cosa abbiamo fatto di male, noi elettori, per essere trattati come imbecilli?
L'amaca
di Michele Serra
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Votare no è conservatore: questo è il succo della campagna del sì, ma soprattutto è il succo di almeno 10 anni di propaganda del centrodestra, formidabile nell'accreditare come riformatore, o addirittura rivoluzionario, lo spirito antistatale e antieuropeo della piccola borghesia sediziosa (soprattutto del Nord) politicamente rappresentata dall'asse Forza Italia-Lega. Sono riusciti a spacciare per "moderne" alcune delle caretteristiche più decrepite del nostro popolo: il provincialismo gretto, il fastidio per le regole, la fronda fiscale, la diffidenza per la cultura, l'avidità(verghiana,ottocentesca) per il denaro.E,di conseguenza, a far passare per parruccone e conservatore chiunque si opponesse al trionfo di quel vecchiume travestito da "rivoluzione". Ma al confronto di riformatori di questa tempra, così eccellentemente rappresentati da Roberto Calderoli, i padri costituenti mi fanno l'effetto della Beat Generation.Una ventata di futuro. Voterò No per loro e per noi, che non meritiamo di vivere secondo regole decise da due o tre Calderoli in una baita prealpina. Sicuramente perlinata.
La politica è l'arte di cercare un problema, trovarlo, interpretarlo male e poi applicare erroneamente il rimedio sbagliato. (Groucho Marx)
L’Italia è un paese che non ha alcuna chance di essere cambiato? Se la punta dell’iceberg è rappresentata dai furbetti del quartierino, la cupola di Moggi & C., gli sbattimenti di culo di Daniela Fini e le slot machine e le puttane reali, già mi figuro cosa ci può essere sotto, all’iceberg.
Continuo a parlare di me, ma attraverso le mie canzoni
In questi giorni è scoppiato l’ennesimo scandalo e questa volta riguarda lo spettacolo, l’informazione e l’intrattenimento. Chi ha letto i miei post sa che non ho fatto altro, da gennaio in poi: ho denunciato il silenzio mediatico su di me, ma in definitiva, su tutti quegli artisti che “vivono” le loro opere e fanno di esse un mezzo per discutere e partecipare al cambiamento di mentalità di un paese. Su Sky, qualche sera fa, su Jimmy Tv, per la precisione,
Il 17 giugno, come è stato detto sul palco del Quirino da Giulio Santagata, Giovanna Melandri e Dario Franceschini, non può e non deve rimanere un episodio isolato. Lo ha ricordato anche Edmondo Berselli con le sue riflessioni e lo ha sottolineato con le sue domande David Sassoli.
Un teatro stracolmo, persone arrivate da ogni parte d’Italia e anche dall’estero, tanta voglia di esserci e di farsi sentire. Nulla di nuovo per noi e per voi, forse un po’ di sorpresa per chi non ha ancora capito la forza e il valore di “Incontriamoci”. Avete letto sui giornali e visto in tv cosa dicono di noi. E sono stati commenti largamente positivi, perché quando ci sono le “persone”, la politica diventa davvero protagonista.
A presto le foto , Dom.