Comunicato Cgil, Cisl, Uil sull’incontro Con il Ministro Solidarietà Sociale
Il Ministro della Solidarietà Sociale e dell’ Immigrazione, ha convocato
le parti sociali ( Sindacati ed Ass. Datoriali ) per affrontare il tema delle
procedure che sono necessarie a rendere operativo il decreto flussi.
Oltre al primo decreto flussi per 170.000 lavoratori stranieri, un nuovo
decreto che completerà il suo iter, presumibilmente entro il mese
di settembre, prevede altre 350.000 autorizzazioni.
Il totale dei contratti di soggiorno, per il 2006, sarà quindi di 520.000,
una mole consistente di pratiche che, con le attuali procedure, che sono
state improntate dal precedente governo, ad una filosofia di
scoraggiamento, farraginosità e vessazione, alla quale ha fatto riscontro
una totale inefficienza della macchina burocratica, il rischio che si corre
è che rimangano inevase per lunghi mesi, al punto tale che la burocrazia
vanifichi la bontà e la giustezza del provvedimento peraltro da tutti atteso.
Il sistema messo in piedi dal precedente governo ha sostanzialmente
fallito e quindi c’è la necessità di affrontare una vera e propria emergenza.
Il Ministro ha richiesto e ottenuto la disponibilità delle Parti Sociali ad
approfondire le modalità di una loro attiva partecipazione allo snellimento
delle procedure e degli arretrati. Tale disponibilità è stata subordinata,
come chiesto da tutte le organizzazioni,al chiaro indirizzo del Governo in
merito al rispetto dei ruoli, alla gratuità del servizio per l’utenza,
ribadendo l’urgenza che si intervenga, al di là dell’emergenza,
strutturalmente sulla questione, modificando norme e regolamenti,
definendo gli obbiettivi a regime a partire dal trasferimento di competenze
agli Enti Locali. Per quanto riguarda l’emergenza, abbattere i tempi
evitando il passaggio dei Consolati ed abbattere il più possibile i costi
Sintomi: nausea e vomito…
Devo assolutamente acquistare una consistente scorta di antiemetici. Sono talmente disgustato da questa classe politica che ormai il disturbo somatico si sta radicando definitivamente. Sono bugiardi, ipocriti, rozzi, brutti, sporchi e cattivi. Ma noi siamo peggiori. Siamo capaci solo di dare deleghe, chiacchierare al bar o sui blog, sostanzialmente inadatti alla democrazia reale.
IL DOMANI, DOMENICA 23 LUGLIO

Albano Carrisi nel libro paga del Sismi?
E’ di questi giorni la notizia che Ernest Hamingway nel 1941 fu inviato in Cina da esponenti del governo americano per spiare Mao Ze Dong. Stiamo scoprendo, tra l’altro, che molti giornalisti, italiani e stranieri, godono di questa copertura ma in realtà svolgono lavori di intelligence alle dipendenze dei rispettivi governi. Abbiamo visto molti film in cui si raccontano le gesta di presentatori, cantanti, attori impegnati in attività coperte dal segreto di stato.
Vi meravigliereste, quindi, se un giorno si scoprisse che Albano Carrisi o Ligabue o Nicola Zingaretti o Fiorello o Lucio Dalla o Renzo Arbore o Raffaella Carrà fossero, in realtà, spie del nostro governo o di una potenza straniera? Io no. Ormai non c’è da fidarsi più di nessuno.

"Chi ruba un fermaglio è punito con la morte. Chi ruba uno stato, ne diventa il principe."
(Zhuangzi , 369-286 a.c.)
UNIONE!UNIONE!UNIONE!
Perchè non ce la fate a "stare capiti"??Tutte le volte che ci avete incontrati,noi popolo di sinistra vi abbiamo urlato,pregato,detto..."state UNITI" e VOI???
Dire che siamo incazzatissimi è poco..
In Piazza Maggiore a Bologna ,durante la campagna elettorale,Castagnetti ci ha conquistato raccontando .."una signora di Casalecchio mi ha detto di stare uniti e per farlo ..quando stiamo per litigare guardare l'immagine di Berlusconi...si corre il rischio di trovare un accordo!!!!???!!!"
I giovani vi hanno anche applaudito sperando foste Veri ,quando parlavate di Tutele...
Tutto dimenticato???
Adesso che Governiamo,che faticosamente si sta provando a mettere l'Europa alla "pari" con gli USA (l'assise del 26 luglio un primo passo),che Bersani sta provando (poco aiutato ) a toglierci fuori dal Medievo ecc..
Voi che fate... per difendere un Valore che condivido ovviamente,mandate tutto in vacca???
Siete miopi e immaturi Voi duri e puri pensate di Difendere la donna e il bambino della fotografia oggi su Liberazione mettendoci di nuovo nelle mani di Berlusconi e di conseguenza di Bush e della sua politica,volete tradire i "giovani",la democrazia....
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Una figura ,per noi di riferimento,parlava dei "piccoli passi.."
Disfiamo tutto in nome di un principio o dimostrando che Vogliamo e Sappiamo Governare ,facciamo gli interessi di tanti???
Gli errori dovrebbero farci crescere o no???
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Sì, signori miei, noi, nove, novanta, novecento, novemila,dissidenti, noi, popolo della sinistra, abbiamo lavorato anche per voi,con i banchetti ai lati delle strade per distribuire il materiale elettorale, con il porta a porta, con le serate passate ad affiggere i manifesti negli spazi elettorali e di computer armati a propagandare il ciberverbo per ogni dove.
Sì, signori miei, nove, novanta, novecento, novemila dissidenti, noi popolo della sinistra, abbiamo lavorato senza chiedere niente in cambio se non di governare il Paese per risolvere i problemi.
Niccolò Paganini. 
Liberamente tratto da "lettera de L'Unità, 22 luglio 2006"

Con il termine post aperto proponiamo un post che continua grazie ai vostri commmenti,dunque i commenti sono parte intergante del post.
Il post è in realtà una mail perciò si legge dal basso verso l'alto.
Buona partecipazione a tutti!
Oggetto: Re: chi e' irresponsabile?
Saluto tutti, e ci tengo ad esprimere la mia condivisione delle considerazioni espresse da Renato. Una buona giornata a tutti Patrizia > Sono perfettamente d'accordo con la linea di Renato. E d'altra parte credo che abbia sostanzialmente ed efficacemente riassunto le posizioni di noi tutti sull'argomento.
> Buona giornata. >
Giancarlo
Subject: Re: chi e' irresponsabile?
Una brevissima considerazione sul metodo. >
Secondo me é perfettamente lecito che una forza politica di maggioranza manifesti, anche pubblicamente, il proprio dissenso da un'iniziativa che intende assumere il governo. Questo anche per evidenziare una posizione coerente con le proprie idee e con quelle del proprio elettorato, che non capirebbe il silenzio del proprio partito su provvedimenti che collidono con una determinata ideologia politica. > Quello che é inaccettabile ed irresponsabile, secondo me, é minacciare un voto contrario in parlamento, e soprattutto in Senato dove la maggioranza é a dir poco risicata. > Sotto questo profilo mi sembra stia dando una lezione di metodo, almeno per ora, l'Italia dei Valori, che pur dissentendo radicalmente dall'indulto (il contenuto del provvedimento é discutibile per varie ragioni), ha promesso numerosi emendamenti, anche eventualmente a fini ostruzionasitici, MA DI CERTO NON HA MINACCIATO IL VOTO CONTRARIO IN PARLAMENTO. >
Renato
Subject: Re: chi e' irresponsabile? >
Rispondo a Giorgio in particolare sul tema del "metodo" con cui si dovrebbe stare al governo. >
Premetto che anch'io sono fra quelli che vorrebbe non si ricorresse mai alle armi per risolvere i problemi internazionali. Vorrei che i problemi dei popoli, chiamiamoli più "sfortunati", fossero risolti e affrontati con interventi economici massicci nei loro confronti mantenendo il controllo di dove vanno a finire veramente gli aiuti. > Mi riconosco, quindi, in quel 61% che vuole il ritiro. > Mi riconosco pienamente sulle considerazioni relative alla "parte rispettabile" del nostro Paese che si riconosce nei partiti più di sinistra. E in ogni caso, al di là dei numeri, in democrazia ogni parte è rispettabile e quindi ogni tesi va presa in considerazione soprattutto che va nella direzione di far prevalere gli interessi della collettività rispetto a quella del singolo. > > Quello che non approvo è il metodo del sostanziale ricatto con cui i singoli parlamentari spesso operano pensando più di essere fedeli a se stessi che non alla coalizione di cui fanno parte. I dibattiti interni sono necessari, fondamentali e arricchenti, ma poi bisogna decidere una linea e una volta che questa è stata definita non può essere messa in pericolo perchè si fa prevalere il proprio convincimento personale ( anche se rappresentativo di una parte dell'elettorato) rispetto a quello più ampio dell'intera coalizione. > Oltretutto accreditando l'immagine di una coalizione sempre in bilico e quindi minando quel rapporto di fiducia che ogni singolo cittadino dovrebbe avere nei confronti di chi lo governa. > > In altre parole: i "panni sporchi" si lavano in casa e poi ci si muove tutti nella stessa direzione. > > Abbiamo già assistito in questi pochi mesi di governo alle prese di posizione di singoli parlamentari che hanno tirato l'acqua al proprio mulino senza tener conto adeguatamente di quanto questo avrebbe potuto danneggiare la coalizione: e in questo l'opposizione ci inzuppa il pane. > > No, credo che come metodo così non possa andare. >
> Un caro saluto >
Sandro Dauri
Subject: Re: chi e' irresponsabile? >
Ciao Cinzia, >
Questo è l'indirizzo del blog del nostro gruppo di volontari per Prodi di Bologna: http://prodigit.splinder.com > Sono molto d'accordo con te sull'importanza di un dibattito il più ampio possibile sulle grandi questioni che si presentano all'ordine del giorno dell'agenda politica e sono contento dell'opportunità di partecipare al dibattito del vostro gruppo. > Ma vorrei tornare sull'argomento Afganistan. Parlare di una sinistra irresponsabile non mi sembra giusto. Intanto le posizioni dissidenti sono solo di singoli parlamentari, mentre non è in discussione il leale appoggio dei partiti, pur se col mancia. Partiti che rappresentano una parte rispettabile dell'elettorato di centrosinistra e che sono una ricchezza per la coalizione, ricchezza che deve comportare da parte di tutte le componenti disponibilità al dialogo, ricerca di un compromesso alto, ma al dunque appoggio leale alla coalizione; questo deve valere anche per i dissidenti e mi auguro che alla fine essi non mettano a rischio il governo. > Questi partiti sono portatori di istanze fortemente sentite dalla cittadinanza, sul tema della pace anche oltre la loro rappresentanza parlamentare, come dimostra il risultato del sondaggio di Mannheimer pubblicato sul Corriere di ieri: il 61% degli italiani vuole il ritiro dall'Iraq e anche dall'Afganistan; mi sembra corretto e doveroso che, diversamente da come si è comportato sempre il centro destra, la maggioranza discuta apertamente sull'opportunità di mantenere questo nostro contingente in una situazione di guerra ! > L'ONU è stato delegittimato dall'arroganza USA, che ha stravolto i compiti della missione che era stata autorizzata e che ora vuole che la NATO subentri nella sua guerra contro i talebani. Secondo me noi avremmo solo da guadagnare in prestigio nel sostenere in ambito ONU e presso i paesi che sono in Afganistan un chiarimento sugli obiettivi della missione. > Mi sembra che il compromesso raggiunto, decreto di rifinanziamento e mozione che apre delle prospettive nuove per il futuro, sia accettabile da tutti nella situazione attuale, oggi si vota, l'auspicio è che vengano approvati entrambi senza aiuti esterni. > Grazie dell'attenzione e un saluto a tutti. >
Giorgio > da Bologna
Cinzia ha scritto: >
Si, Jasmine, ti ho scritto io tramite Incontriamoci. ho scritto a te e a Giorgio di Bologna. Sono convinta che allargare e incrementare il dibattito nel paese sia la cosa piu' importante da fare ,se vogliamo uscire dallo stato di arretratezza in cui ci troviamo. Quindi ho girovagato sul sito di Incontriamoci, ho scelto due iniziative che mi sembravano stimolanti e mi sono messa in contatto. Tra l'altro Giorgio mi aveva segnalato un blog: ce lo rimandi,Giorgio, l'indirizzo?
> Che si parli di Afghanistan o di diritti civili, l'essenziale e' che si riaccenda il dibattito fra le persone. Per trovare le soluzioni per una convivenza fra persone che la pensano diversamente ma ragionano sulla base dell'interesse generale. Senza per questo perdere la propria identita'. Buona serata a tutti.
> Cinzia
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"Sulle missioni all'estero voterei sì. Spero che in Senato lo strappo compiuto da alcuni compagni di Rifondazione rientri. Considererei grave affossare o anche ferire seriamente il governo di centroisinistra appena nato, ridando spazio a Berlusconi. Sarebbe un assurdo".
Pietro Ingrao intervista a "La Stampa", 20 luglio. Da "L'Unità", 21 luglio 2006.
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Vivere e morire, per niente.
di Adonis
Quel che accade in queste ore in Palestina e in Libano, non è che l'esplosione di una condizione che si perpetua per oltre mezzo secolo. E' piuttosto una tragica variante dell' omicidio dell'essere umano.
Ebrei, cristiani e musulmani stanno riscrivendo la storia delle loro origini, con lo stesso sangue: quello di Abele.
In quanto tale, questa storia non è, soltanto, palestinese, è universale.
La rivelazione monoteista "annunciata" per liberare e venerare l'uomo, ecco che oggi "è rivelata" per disumanizzarlo, asservirlo e umiliarlo.
No, non è Dio ad essere morto come diceva Nietzsche, ma è l'uomo stesso a morire, al di là dell'immensa e catastrofica distruzione materiale.
L'uomo muore, perchè anche Dio muore, in questa regione di profeti del mondo. Non resta nulla, solo "La Macchina".
Cosa vuole questa "Macchina"?
E voi profeti monoteisti,"fratelli", dove siete?
Allora dirò: benvenuta Desolazione, Apocalisse!
Adonis: libanese di origine siriana, Adonis è il massimo poeta arabo contemporaneo.Più volte candidato al Nobel, ha composto per La Repubblica questo testo.
Da La Repubblica del 16 luglio 2006.
Lezione n°2: Privacy, libertà di parola e rispetto per gli altri
Navigare in internet è facile e in rete, ormai, si trova qualunque cosa. Il bello del web, però, sta prevalentemente nella possibilità di velocizzare i contatti: con pochi click di mouse e tastiera, infatti, si può comunicare con gente di ogni Paese.
Molti siti prevedono un certo margine di interattività, vale a dire che ci sono spazi in cui è possibile commentare i messaggi inseriti. Ed è proprio nei commenti che si trovano discorsi di ogni tipo, non sempre edificanti o attinenti con il messaggio originario, talvolta lasciati da persone che nemmeno si firmano, giocando sull’impunibilità dell’anonimato e facendosi scudo con la scusa della libertà di espressione.
Comportamenti di questo tipo si sono diffusi sempre di più e i maggiori portali hanno cominciato a porre delle misure di limitazione per cercare di tutelarsi, in alcuni casi introducendo obblighi di registrazione per poter accedere ai servizi offerti (tra cui anche la possibilità di commentare i testi inseriti), in altri casi prendendo le distanze con apposite scritte che segnalano la totale responsabilità dei singoli utenti per i messaggi lasciati o riservandosi la possibilità di eliminare i commenti giudicati non idonei o offensivi.
Le leggi che disciplinano il web sono ancora in alto mare; le denunce per i seccatori recidivi sono sempre possibili presso la polizia postale, anche quando questi non firmano i loro sproloqui, perché esistono dei numeri di identificazione di ogni computer connesso alla rete e sono ricostruibili i loro passaggi attraverso le tracce lasciate.
Eppure tutto questo non basta, perché c’è sempre chi si diverte a giocare sporco, imbrattando gli spazi altrui e allora, forse, sarebbe il caso che i navigatori, in rete, rispettassero delle regole di comportamento basate sulla semplice buona educazione e sul buon senso, esattamente come si fa nella vita reale.
Eccone alcune elementari:
1) Non lasciare commenti che non siano rigorosamente attinenti con il messaggio a cui li si appone.
2) Non lasciare insulti, parole di cattivo gusto o frasi deleterie in spazi altrui: confrontarsi e dialogare non significa litigare ferocemente e esistono modi educati e rispettosi anche esporre il proprio dissenso.
3) Discutere privatamente dei fatti personali, tramite e-mail: non è di buon gusto scrivere di fatti privati in uno spazio pubblico, soprattutto se i fatti in questione non riguardano il mittente ma il destinatario, il quale potrebbe non gradire.
4) E’ buona educazione firmare sempre ciò che si lascia scritto in uno spazio altrui, a maggior ragione se si tratta di una critica. Tutelare la propria privacy non vuol dire scrivere da anonimi, perché è scorretto nei confronti di chi riceve il commento. Non è necessario che la firma comprenda nome e cognome, sul web vanno benissimo gli pseudonimi (nickname), l’importante è che ci sia un qualcosa che identifichi il mittente del commento.
5) Prestare la massima attenzione a ciò che si lascia scritto e al tono che il messaggio potrebbe assumere. La parola scritta non è uguale alla parola pronunciata: ciò che un utente può scrivere con una certa intenzione, può facilmente essere interpretato con un senso diverso e creare incomprensioni.
Insomma, libertà di espressione non significa poter scrivere qualunque genere di scempiaggini, tanto più negli spazi non propri e porsi delle regole non è una forma di censura, ma un semplice senso del buon gusto, della buona educazione e del rispetto verso gli altri frequentatori della rete.
Altri consigli di bon ton prossimamente.
Lo spettrale Mulder, gli X-Files e i vizietti dei Servizi italiani…
Siamo in piena estate. I clamori delle elezioni e dei mondiali sono ormai un vago ricordo. La gente è stanca e ormai proiettata verso il sospirato e tanto atteso riposo annuale. I giornali si vendono meno e anche i blog sono disertati dai più, già distesi sulle spiagge ad arrostirsi al sole, o a passeggio in qualche località sperduta tra le campagne o le montagne.