Torino/Bologna.
Due città a Confronto
Sono tornata a Torino con molto piacere. Un fine settimana un pò caotico, sicuramente non troppo azzeccato. Ma la città ha saputo affascinarmi, accogliermi ancora una volta.
Torino è una città ricca di fascino: le strade dritte che conservano l'impianto del castrum romano con i palazzi bianchi sorprendentemente decorati in stile barocco; i portici della torino regale; il Pò maestoso con la collina alle spalle, l'esplosione di vita dei Murazzi e il parco del Valentino che l'accarezza. La Torino con le isole pedonali, molte e molto frequantate; le sue piazze maestose e sobrie, curate, piene di fiori, puntellate di caffè eleganti dall'aria gioviale, ricca di panchine in cui offre civilmente ristoro ai suoi abitanti ai suoi viaggiatori senza chiedere nient'altro che essere amata e ammirata.
Cosa ne è stato della grigia Torino della Fiat, avvolta dalla nebbia, anonima e industriale?
Potenzialmente spacciati…
Non ce lo vogliamo confessare, ma non sappiamo dare alla nostra azione di scrittura, una direzione positiva e organizzata. Il fenomeno è relativamente nuovo: già si intravedono sprazzi di concretezza, ma l’obbiettivo nessuno se lo pone, o perché non ci crede, o non si sente all’altezza di passare dalla fase pionieristica a quella dell’ufficialità e dell’autorevolezza.
“L’uva dell’ira”
(John Steinbeck e le radici del nostro presente)
La mamma disse: <<Forse c’è del fieno, dentro; proviamo la porta.>> La spinse, e si aprì stridendo sui cardini. <<Sì, c’è fieno,>> gridò, <<entriamo.>> Era completamente buio; filtrava solo un po’ di luce tra le connessure delle tavole delle pareti. <<Siediti, Rosatè, siedi e riposa. Ora vedrò quello che si può fare per asciugarti.>>
Tobia disse: <<Mamma!>>, e la pioggia scrosciando sul tetto annegò la sua voce. Ripeté: <<Mamma!>>
<<Cosa c’è, cosa vuoi?>>
<<Guarda! Nell’angolo.>>

I corsi inizieranno
MARTEDI'
26 SETTEMBRE 2006
martedì e giovedi
dalle ore 10 alle ore 12
presso il
Centro Culturale
“PASS PARTOUT ”
Via Galliera 25/A– Bologna
Centro Lavoratori Stranieri CGIL
Via MARCONI 69/D BOLOGNA
Tel. 051 6087190
Il mercante di pietre - regia di R. Martinelli, con Harvey Keitel
Sono rimasto shoccato da questo film per il suo contenuto razzista. Sostiene scopertamente e con insistenza, con il dialogo rafforzato dalle immagini, che gli islamici che vivono nelle nostre città sono tutti violenti e potenziali terroristi. Lo fa mostrando scene raccapriccianti di violenza in modo assolutamente strumentale a questa tesi e al di fuori del contesto e con ripetuti interventi verbali del personaggio principale (che non è Harvey Keitel), ossessionato dal terrorismo di matrice islamica per essere stato ferito in un attentato con un'autobomba che lo ha lasciato mutilato.
Oltretutto il film è anche brutto. Io non conoscevo questo regista, sono andato a vedere il film per la presenza di Harvey Keitel.
Questo film piacerà alla destra xenofoba e, insieme all'intervento del Papa, contribuirà a rafforzare quanti invocano misure repressive per l'immigrazione e ai fans dei neocon, di Bush e della sua guerra al terrorismo.
Non è un film da consigliare, ma se qualcuno lo va a vedere per curiosità o l'ha già visto, mi piacerebbe che postasse il suo commento.
Vedremo mai la rinascita napoletana?
Gente che vuole andare via da Napoli, gente che ci sguazza senza più decoro, gente che sfrutta il proprio censo ma vive altrove, animali che vivono sulle spalle e sul sangue degli altri e persone come Federico Salvatore che ci ha sempre messo la faccia. clicca qui
La violenza contro le donne ci riguarda: prendiamo la parola come uomini
Assistiamo a un ritorno quotidiano della violenza esercitata da uomini sulle donne. Con dati allarmanti anche nei paesi “evoluti” dell’Occidente democratico. Violenze che vanno dalle forme più barbare dell’omicidio e dello stupro, delle percosse, alla costrizione e alla negazione della libertà negli ambiti familiari, sino alle manifestazioni di disprezzo del corpo femminile. Una recente ricerca del Consiglio d’Europa afferma che l’aggressività maschile è la prima causa di morte violenta e di invalidità permanente per le donne in tutto il mondo. E tale violenza si consuma soprattutto tra le pareti domestiche.
E’ MORTO PIETRO NOTARIANNI
L’altro ieri in una clinica romana dove era ricoverato da alcuni mesi, si è spento uno dei produttori che hanno reso grande il nostro cinema. Ne avevo parlato sul mio blog il 28 agosto scorso, proprio perché le sue condizioni di salute si erano ulteriormente aggravate. Vi rimando a quel post nel quale delineai il suo profilo professionale ed artistico, evidenziando come, il mondo del cinema e della politica lo avevano dimenticato.
Vi riporto qui sotto le dichiarazioni, purtroppo tardive, di Veltroni e Rutelli, che non aggiungono nulla di più di quello che avevo già affermato io nel mio post, a dimostrazione che solo dopo morte alcune grandi figure della vita artistica di questo paese trovano spazio solo nelle parole di circostanza.
Parola di “Fioretto”
(…e Fioroni sforò davvero…)
Per tacitare tutte quelle “malelingue” che si sono interrogate sul Carneade alla Pubblica Istruzione, il mio Ministro (dico mio proprio perché dipendo dall’Istruzione…), ha “pensato bene” di prendere carta e penna e scrivere un libretto di una sessantina di pagine per stigmatizzare la sua “profonda predisposizione” per il settore educativo.
Paura dell’Eurabia
(uno su mille ce la fa…)
Rappresentare l'Occidente, con il suo retaggio di colonialismo, multinazionali, guerre per l'accaparramento delle risorse mondiali, mancanza di solidarietà positiva nei confronti di quei popoli che vivono nell'indigenza più nera (e che sono anche vittima dell'insulsaggine interna perché utilizzano gli aiuti per acquistare armi...), è un bell'esercizio di ipocrisia e superbia. Attaccare altre culture sul piano dei costumi religiosi o delle filosofie di vita non può essere considerato, a mio modesto avviso, il percorso più giusto per ottenere cambiamenti che in Occidente si sono ottenuti con un percorso autonomo e che in molti casi non hanno certo portato ad una maturazione civile da prendere ad esempio.
E' ONLINE su inPolitica.net il mio post su "Mafia e grande stampa", una sorta di sondaggio che ci illumina sulle ricorrenze degli articoli che parlano di mafia su Repubblica e Corriere. Il risultato è stupefacente!!!Noterelle di fine estate
Sul sito inPolitica.net il dibattito sulla morte di Oriana Fallaci si sta facendo acceso. d4rkcloud ha postato un articolo al quale ha dato un taglio molto particolare, volendo emulare, probabilmente, la crudezza con la quale la scrittrice era vissuta negli ultimi cinque anni; anni di malattia vera e lacerante. A questo post io ho risposto come segue:
E' ONLINE su inPolitica.net il mio post su Gianni Riotta e la sua nomina a direttore del TG1, in sostituzione di Clemente J. Mimun, in forza fino al 20 settembre.
Balletti della politica ed "ascese eccellenti, inutili e nocive per l'informazione democratica", fino a che il termine "democrazia" avrà un senso.
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