
: invio l'articolo pubblicato sull'unità del 27 gennaio col titolo "quando guazza trasformò il tram in filobus" paolo serra
CIVIS - La scelta “obbligata” di Guazzaloca
Molti si chiedono, e mi chiedono: ”Come mai Guazzaloca, così programmaticamente avverso alle tramvie a causa dei disturbi causati dai lavori stradali necessari per la posa dei binari, alla fine comprò il Civis, che richiede ugualmente lavori stradali, anche se non altrettanto pesanti?, non poteva dirottare i finanziamenti ottenuti da Vitali per il tram su semplici filobus?”
La risposta è secca: “Non poteva farlo pena la perdita dei finanziamenti statali”. Ed, ovviamente, non potrebbe farlo neppure Cofferati, e di questo dovrebbero prendere buona nota i sedicenti ambientalisti in giallo di “ Trasporto Pubblico Locale SI – Civis NO”, i quali, però, mi sembrano unicamente interessati a difendere l’antica consuetudine di parcheggiare in seconda fila impuniti.
Il tram su ferro di Vitali fu finanziato dal Cipe il 9/11/98 per il corrispettivo di 195 milioni di euro per il tratto Corticella/San Lazzaro ed il 24/4/1999 per il corrispettivo di 75 milioni per il tratto verso Borgo Panigale, fanno 270 milioni di cui 160 a carico dello Stato. I fondi erano quelli della Legge 221/1992 intitolata “Interventi per il settore dei sistemi di trasporto rapido di massa” (la prima dopo almeno 40 anni di abbandono delle città alla tirannia dell’automobile, dolce per alcuni ma pericolosa per tutti).
La legge, per una volta, parla chiaro ed inequivocabile: art.1 “.....installazione di sistemi di trasporto rapido di massa a guida vincolata e di tramvie veloci, a contenuto tecnologico innovativo.....” .
Guazzaloca, perciò, non aveva via d’uscita o bere il tram (orrore per i suoi grandi elettori del suk/Ascom) o affogare rinunciando al finanziamento (orrore per gli altri suoi grandi elettori dell’industria edilizia). Optò per non perdere il finanziamento cercando di indorare la pillola ai commercianti: Il bando di gara, ovviamente era costretto a chiedere sistemi di guida vincolata su gomma – TPGV (e, per sicurezza, escludeva formalmente tram su rotaia).
Al bando indetto da ATC mostrarono concreto interesse Translohr, Bombardier e Civis: i primi due, che fanno trazioni guidate meccanicamente da un binarietto unico centrale non portante, si ririrarono quasi subito (se passate da Padova potete salire sul Translohr), solo il Civis- Irisbus (della Iveco – Fiat) presentò un’offerta in associazione con il Consorzio Cooperative Costruzioni per la parte di edilizia stradale. La Provincia (secondo azionista di ATC) cercò dapprima di opporsi ad una gara con un solo concorrente ricorrendo al Tar, poi, in maggio, desistette. Il resto è noto.
Guazzaloca, quindi, sapeva benissimo quello che faceva. Che il sistema avrebbe comportato lavori stradali importanti è scritto addirittura nel contratto. Nessuno dell’Ascom allora aprì bocca per contrastarlo (almeno pubblicamente), ma a lui stesso nel magnificare il Civis esposto in pompa magna alla Fiera- Europolis scappò addirittura detto “E’ una tecnologia leggera che apprezzo, se pensiamo che la rotata è una semplice striscia verniciata di bianco” (Resto del Carlino 6/2/2004).
Si era “dimenticato” delle due corsie di cemento speciale profonde da 30 a 60 centimetri.
Dopodichè il Civis, soprannominato TEO, fu portato in piazza Nettuno (poi in piazza XX Settembre) dove fu visitato da decine di migliaia di incuriositi bolognesi (secondo la stampa locale) e dove i centurioni della Giunta (Galletti, Monaco, Pellizzer) opposero i loro poderosi petti alle incursioni degli sparuti volontari del “Laboratorio Bologna Pulita” fra i quali un distinto signore di quasi ottant’anni che fu costretto un po’ troppo bruscamente a declinare le generalità da zelanti vigili urbani. Viene da chiedersi dove diavolo fossero in quella primavera del 2004 tutti quelli che oggi nelle assemblee ergono l’indice verso l’assessore Zamboni accusandolo di non averli informati. Viene da ridere nello sfogliare le rassegne stampa dell’epoca dove si trovano a bizzeffe articoli incensatori sul Civis dalla stessa parte di chi oggi lo osteggia e, addirittura, la denuncia da parte del centro-sinistra di una “massiccia campagna pubblicitaria dell’Atc che sarebbe costata centinaia di milioni di vecchie lire per favorire la rielezione di Guazzaloca”.
Molti dicono che l’Italia è il paese degli smemorati, se qualcuno nutriva dei dubbi la storia del Civis/Teo glieli dovrebbe avere tolti.
Paolo Serra mad9921@iperbole.bologna.it
