Buona lettura di 
La vergogna di Opera

14 dicembre 2006. Il sole non era ancora sorto che nel terreno di via Macconago a Milano, di proprietà dell’imprenditore Salvatore Ligresti, arrivarono le ruspe a buttare giù le baracche del campo nomadi dove, da circa un anno e mezzo, viveva anche Doro.
Non ci fu preavviso e gli uomini che guidavano quelle ruspe furono costretti a passare sopra a tutto ciò che gli abitanti non erano riusciti a portare via in quella mezz’ora che venne loro concessa per riunire in un fagotto la loro vita.
Il Comune e
Nel frattempo la giunta milanese affrontò l’emergenza chiedendo alla Provincia di spostare il problema in un altro Comune.
Era, comunque, priorità offrire un tetto a degli esseri umani e il sindaco di Opera concesse l’utilizzo, temporaneo, dellarea di via Martora, in quel momento non occupat da circhi e giostre. Le spese di gestione del campo sarebbero state sostenute dal Comune di Milano, mentre quelle per la logistica dalla Provincia. Alla Prefettura sarebbe andata la gestione della sicurezza e alla Protezione civile il compito di fornire e montare le tende per i rom. Non case, non container, solo tende e per un periodo massimo che non avrebbe potuto protrarsi oltre il 31 marzo 2007.
Il 19 dicembre iniziarono i lavori.
La sera del 21 il consiglio comunale avrebbe dovuto ufficializzare il progetto, ma la seduta non ebbe mai inizio. Molti cittadini entrarono nel Comune e si ribellarono alla decisione di accogliere settanta rom. Una folla di circa trecento persone, al grido di :” Via gli zingari da Opera”, si diresse verso l’area destinata a ospitare rom. Arrivati, qualcuno aprì la cancellata. Qualcuno portò dentro la benzina. Qualcuno appiccò il fuoco. In breve tempo diverse tende della Protezione civile furono bruciate ed esibite come trofei per le strade del paese.
La mattina dopo vennero montate delle nuove tende, ma la notizia del giorno fu che una parte dei cittadini di Opera si riunì per dare vita a un presidio fisso che avrebbe dovuto impedire la permanenza dei rom in paese.
Notte e a oggi….
