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martedì, 26 agosto 2008

NO AL "DIALOGO" SUL FEDERALISMO FISCALE TRA BOSSI E VELTRONI

ci scrive carlo soricelli e ci invia i suoi disegni sull'argomento

FEDERALISMO FISCALE :




BERSANI E CHIAMPARINO NON SVENDETE PER OPPORTUNITA' POLITICA L'UNITA' DEL PAESE
VELTRONI BASTA FARE IL FURBETTO DEL QUARTIERINO: BASTA ELEGGERE NEL PD L'OPERAIO THYSSEN "MA ANCHE" ICHINO E CALEARO. CON GLI ATEI "MA ANCHE" CON LA CHIESA. CON I RAZZISTI DEL NORD "MA ANCHE " CON IL CENTRO E IL SUD. NO AL DIALOGO CON LA LEGA.
NOI
CHE ABBIAMO VOTATO IL PD NON SIAMO PIU' DISPONIBILI A SOSTENERE UN PARTITO CHE NON SCEGLIE O CHE SCEGLIE DI STARE CON CHI NON HA NESSUN IDEALE. SAPPIAMO TUTTI (ANCHE VELTRONI) CHE IL FEDERALISMO FISCALE E' UN CAVALLO DI TROIA PER SCARDINARE L'UNITA' DEL PAESE E CHE PRIVANDO IL SUD DI RISORSE INEVITABILMENTE SI ARRIVERA' ALLO SCONTRO TRA REGIONI. E FAR FINTA DI NIENTE E COME QUANDO SI CHIUDEVANO GLI OCCHI VERSO LE ATROCITA' STALINISTE.


Alla festa del Pd prove di dialogo sul federalismo

Dibattito a Firenze
Passi felpati per non provocare attriti e prove di dialogo sul federalismo, se non sull'economia, alla festa del Pd, soprattutto tra Lega e Partito Democratico.

Questo il copione dell'atteso dibattito pomeridiano, nella seconda giornata della festa, tra un nutrito drappello di ministri, Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Giulio Tremonti, da una parte, e Pier Luigi Bersani e Sergio Chiamparino dall'altra.

In un'arena stracolma di pubblico, solo un momento di tensione, prima che il confronto cominciasse. Quando nella sala, completamente spoglia di bandiere del Pd, hanno fatto il loro ingresso alcuni militanti leghisti, provenienti da Pisa e da Siena "per dare appoggio morale al nostro capo Bossi", che sventolavano i vessilli del Carroccio: rossi con l'effigie di Adalberto da Giussano.

L'ingresso laterale e il tentativo di disporre le bandiere leghiste davanti al palco hanno scatenato la protesta del pubblico democratico, in gran parte balzato in piedi: fischi, urla "fuori, fuori".

E' stato Maurizio Mannoni, giornalista Rai e moderatore del dibattito, ad invitare alla calma il pubblico esortando i leghisti a riporre le bandiere.

Incidente chiuso, appena in tempo per vedere entrare in scena i protagonisti del confronto su federalismo ed economia. Applausi forti per i tre ministri del Governo Berlusconi e standing ovation per Bersani e Chiamparino. Se non è idillio, è almeno un buon inizio. Il ministro per le Riforme aveva già preannunciato, conversando con i cronisti: "Se ci mettiamo a litigare viene fuori il caos".

Bersani mette subito i paletti, ma senza alcuna aggressività. "Il federalismo può essere una grande occasione ma anche la sciocchezza finale se viene fatto male. Dialogo e' una parola che non mi convince, e' troppo astratto, parliamo di confronto, di accordo o di disaccordo. Sia chiaro che il federalismo ci interessa, abbiamo fatto una proposta, abbiamo delle idee: però non si scherza con il federalismo fiscale".

E' conciliante e rimarca il confronto da cui e' scaturita la bozza di federalismo, il ministro per la Semplificazione amministrativa Calderoni. "Abbiamo interpellato i nostri interlocutori, tutti i sindaci, i presidenti delle Regioni - dice - che ci hanno dato risposte concrete, risposte che, quando sono state condivise, sono diventate un articolo della bozza".

Bossi si scaglia contro la Conferenza Stato-Regioni ("e' un mercato delle vacche") e nel contempo sottolinea che bisogna "dare autonomia ai Comuni e per questo bisogna trovare soluzioni subito". Bersani, che sui temi dell'economia e sulla manovra finanziaria duetta anche aspramente con Tremonti, si innervosisce: "A parole, sono anni che diciamo queste cose".

E' svelto Bossi a stemperare i toni: "Non sono venuto qui per litigare. Io so che su questi temi dobbiamo trattare per forza". Anche Chiamparino apre al "dialogo" sul federalismo ma - dice - "l'esito non e' scontato".

BOSSI CI TRATTA DA EMERITI COGLIONI SE PENSA CHE NOI CREDIAMO CHE COL FEDERALISMO FISCALE IL SUD CI GUADAGNA


LA MINISTRA DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE GELMINI ASSISTE AD UNA LEZIONE DEL CORSO DI RIQUALIFICAZIONE DEI PROFESSORI MERIDIONALI

PER BOSSI I MERIDIONALI CI GUADAGNERANNO COL FEDERALISMO FISCALE

Firenze, il ministro delle Riforme esalta ancora una volta il federalismo
"Farà diminuire spese e converrà anche al Sud: ma guai a farlo senza i Comuni"
Bossi ospite alla festa del Pd
fischi contro le bandiere leghiste
Presenti militanti del Carroccio con i loro vessilli, la platea democratica protesta
e loro rispondono per le rime. Poi gli organizzatori riportano la calma


Umberto Bossi
FIRENZE - Ospite alla Festa del Pd, il ministro delle Riforme, Umberto Bossi ha parlato, ovviamente, di federalismo: "E' sempre più vicino - ha dichiarato - farà diminuire la spesa dello Stato, e andrà bene anche al Sud". Ma la sua presenza ha provocato anche tensione: nella sala dibattiti della Fortezza da Basso, dove stava per iniziare un incontro cui hanno partecipato anche i suoi colleghi di governo Roberto Calderoli e Giulio Tremonti, alcuni militanti del Carroccio hanno tirato fuori le bandiere del loro partito. Dalla platea sono partiti fischi e boati di disapprovazione, a cui i leghisti hanno risposto sventolando i drappi e urlando "Italia libera, Italia libera" e "Giù le tasse".

E' così dovuta intervenire l'organizzazione per riportare la calma, e ricordare i "doveri di ospitalità". Da parte leghista, è stato dato ordine ai militanti di riporre e portare via le bandiere. Poi la situazione è tornata alla normalità. Tanto che quando nella sala sono entrati Tremonti, Bossi e Calderoli sono stati accolti da un applauso; per Pierluigi Bersani e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino, invece, una standing ovation.

Sul federalismo, Bossi ha spiegato che il suo avvio deve essere una questione prioritaria anche nel periodo di crisi economica, "perché incide proprio sull'economia dello Stato che è quella in cattive acque". Le spese, ha proseguito, "con il federalismo diminuiscono"; cosa utile anche al Sud, "perché i soldi li prende ugualmente e non più a pie' di lista, come adesso, cosa che non contribuisce a creare una classe politica responsabile". "Se dai a tutti i costi veri, la spesa diminuisce" ha ribadito il leader del Carroccio, sostenendo anche la necessità di coinvolgere i Comuni nella riforma. "Vietato litigare con loro", ha avvertito.

Nel corso del dibattito, Roberto Calderoli ha sostenuto che "per risolvere i problemi dei cittadini bisogna fare il federalismo, se no non ci sono le risorse per risolvere i problemi". Anche Tremonti ha detto che "il federalismo fiscale è importante perché servono servizi pubblici vicini ai cittadini". Molto più cauto Bersani: "Si discuta fino in fondo dei mille problemi che sono ancora aperti e che la bozza Calderoli non affronta nemmeno lontanamente - ha dichiarato - dobbiamo misurarci tabelle alla mano. Il federalismo fiscale può essere una risorsa per questo Paese, ma anche la sciocchezza finale se viene fatto male".


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