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domenica, 12 ottobre 2008

Sempre di Tasca Nostra

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Sempre di Tasca Nostra

Seconda parte

 

Il 17 marzo 2008, Alan Greenspan ha scritto un articolo per il  Financial Times  intitolato "non avremo mai un perfetto modello di rischio", nella quale egli ha affermato: "Noi non siamo  mai in grado di anticipare tutte le discontinuità nei mercati finanziari". Egli ha concluso: "E’ importante, anzi cruciale, che le eventuali riforme, e agli adattamenti, della struttura dei mercati e della regolamentazione, non siano quello di inibire le nostre più affidabili ed efficaci misure di salvaguardia, contro il cumulativo fallimento economico,  cioè: la flessibilità del mercato e la libera concorrenza ".

L'articolo ha attirato una serie di reazioni critiche Ad esempio, Paul de Grauwe ( noto Prof. di economia ) ha scritto: "L’articolo di Greenspan  è una cortina fumogena per nascondere la propria responsabilità, di aver reso possibile la crisi finanziaria ." Perché le regolamentazioni, siano efficaci, devono essere orientate verso il futuro per anticipare le prossime prospettive finanziarie di malfunzionamento. Questo ha dimostrato di non essere fattibile.. (qui) 

Non dimentichiamo che la Fed, per sette anni, ha inondato i mercati di liquidità. Le banche hanno fatto enorme uso della leva finanziaria. Hanno finanziato un boom dei valori immobiliari dal 2001 distribuendo il rischio nei mercati finanziari in forma di cartolarizzazioni. Titoli derivati sulle cartolarizzazioni (ad esempio CDS - Credit Default Swaps) hanno generato una complessa catena di posizioni finanziarie legate ai valori degli immobili su cui i mutui sono stati accesi. Il crollo dei valori immobiliari negli Stati Uniti ha ingenerato il crollo di valore di tutti questi titoli. Per fatti e interpretazioni utili consiglio i recentissimi paper di Gary Gorton e di Kristopher Gerardi, Andreas Lehnert, Shane M. Sherlund, and Paul Willen.

Sarebbe sufficiente la competenza di uno studente universitario al secondo o terzo anno di economia per illustrare quali sono le conseguenze, cioè quelle che stiamo vedendo a livello macroeconomico e microeconomico, dovute ad un eccesso di liquidità (e di conseguenti tassi di interesse a livelli di disequilibrio)  lasciata in circolo troppo a lungo. Un disequilibrio che si manifesta sotto il triplice profilo del debito privato, del debito pubblico e del debito estero, e che fatalmente  si riverbera sull’intera economia mondiale  per effetti della globalizzazione.

L’economista Ludwig von Mises è ancora più corretto nella sua analisi: “Non esiste modo di evitare il collasso finale di un boom generato dall’espansione indiscriminata del credito. E’ solo questione se la crisi arriverà appena sarà  abbandonata la politica dell’espansione del credito o in seguito sotto formo di totale distruzione del sistema e del suo sistema monetario”.
Il problema di base si originò quando la Fed , con a capo Greenspan, abbassò i tassi di interesse per 31 mesi di fila iniettando nel sistema trilioni di nuovi dollari dando vita ad una serie di bolle speculative tra cui  anche quella immobiliare. La dottrina della deregolamentazione che ha dominato i mercati americani dal periodo Reagan ha pure avuto la sua grande responsabilità nel creare gli squilibri attuali. Ora che la Mega Bolla è scoppiata,  l’inflazione, prima nascosta negli assett finanziari ed immobiliari, ha fatto la sua apparizione alla luce del sole. La deregolamentazione ha permesso la nascita della “finanza strutturata”, detta anche sistema finanziario ombra, che ha permesso alle banche di creare soldi a volontà attraverso il meccanismo di stampa (facoltà in precedenza della sola banca centrale).

David Roache ne spiega il funzionamento sul Wall Street Journal: “La ragione della crescita esponenziale del credito è stata dovuta al fatto che le banche hanno avuto la facoltà di non tenere iscritti i mutui concessi nella loro contabilità, ma di impacchettarli e venderli come obbligazioni. In questo modo hanno creato un’infinita’ di mutui non coperti dalle dovute garanzie bancarie.” Questo spiega perché le banche per far profitti abbiano concesso mutui anche a chi non aveva i requisiti per ottenerli incassando maree di denaro.

Per rimediare ai danni, o meglio per tamponare la falla, un anno fa il capo della Fed  Bernanke e il  capo del Tesoro degli  Stati Uniti  Paulson , avevano messo in piedi alcune strategie rivelatesi poi fallimentari, cercando di salvare i bilanci delle grandi banche di investimento prospettando la creazione del cosiddetto “super Siv”, uno strumento creato apposta per scaricare su di esso un gran numero di mutui sostanzialmente senza neppure più un mercato che stavano in conto alle banche. Dopo che il piano Siv non è riuscito, ha proposto un congelamento dei tassi di interesse per le rate dei mutui dei cittadini a rischio di insolvenza: anche questo progetto è stato abbandonato perché dei 3,5 milioni di proprietari immobiliari a rischio fallimento solo 140 mila sarebbero stati temporaneamente salvati. Paulson non si è dimostrato all’altezza dei suoi compiti, come pure il capo della Fed, Bernanke, la cui ultima mossa a favore della ripresa economica, strozzata da problemi di disponibilità di credito che non si vedevano da decenni, è stata quella di  misero taglio dei tassi di soli 3/4 di punto. Pare che Bernanke abbia fatto sua la massima di Lenin: “Il miglior modo per distruggere il capitalismo è svalutare la sua moneta”. Il dollaro è infatti in caduta libera a causa della politica monetaria .

Molti analisti non perdono occasione di far notare, che quella che stiamo vivendo, non è solo una crisi economica di corto raggio, ma anche  una crisi di fiducia nell’ intero sistema, difficilmente circoscrivibile, generato da una” ingegneria” finanziaria spinta, che sarebbe meglio dire truffaldina. Questa crisi ora si sta manifestando in tutta la sua drammaticità sia negli Stati Uniti che in Europa ed in Asia, essendo la finanza diventata globale. Non è dunque solo un problema dell’azzardo morale, la concessione di una rete di protezione, implicita od esplicita, che rischia fatalmente di stimolare comportamenti “devianti” al limite dell’irresponsabilità, questo è diventato un momento storico nel quale i controlli, essendo stati allentati in nome del liberismo, hanno permesso a qualcuno una forma di finanziamento occulto a scapito della collettività. Perchè le banche non hanno le riserve per coprire i loro assett svalutati e le banche centrali non possono monetizzare le loro perdite? Non mi si dica che non erano in grado di prevedere queste cose. Queste stesse banche che piazzavano ai fessi (compresi i Comuni) prestiti sotto forma di derivati, in un tacito pubblico silenzio. http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/06/28/ecco-la-storia-dei-derivati-del-comune.html

Essi stessi hanno ostruito la via d’uscita: ci saranno bancarotte, banche che falliranno e molti pagheranno il prezzo per questi eccessi. Ora ci vogliono far credere che al gioco delle tre carte tutti perdano. Ci sono sicuramente utili occulti, così come perdite visibili, ma solo queste da far pagare alla collettività e agli scommettitori.  E quando arriva il momento che gli investitori perdono appetito al il rischio e non ne vogliono più sapere di obbligazioni strutturate, significa che circa 3 trilioni di dollari di debiti, si schianteranno dando un gran tonfo all’economia. Trilioni di dollari di “capitali virtuali” creati dal nulla con la securitizzazione quando i mercati volavano sulle ali dell’ottimismo, spariranno e il mercato sarà gestito dalla paura. Mentre l’ottimismo delle  borse va pilotato , la paura una volta  innescarla, si alimenta da sola.  Il processo  dunque è iniziato e chi ne è consapevole può ancora fare qualcosa per proteggersi.

 

C’è chi ha spiegato questa situazione facendo l’esempio di un’auto lanciata in corsa verso un muro di mattoni :” pur di evitare l’impatto, qualsiasi manovra, per quanto azzardata, può essere giustificata se ci si accorge in ritardo dell’ostacolo . Il problema si pone quando, invece, il muro era  ben visibile da una distanza considerevole  e chi poteva non ha voluto frenare riducendo la velocità , proprio mentre l’autista, anziché  impostare una frenata progressiva, accelerava sin quasi agli ultimi centimetri “.

Adesso ci troviamo nella situazione in cui molte autorità di governo sia in America che in Europa invocano provvedimenti pubblici per il salvataggio delle banche che stanno tallendo, motivandone l’assoluta necessità, vista la gravissima emergenza.

(AGI/REUTERS) - Washington, 23 set.   I mercati sono sottoposti ad uno “stress eccezionale” e l’economia Usa rischia di contrarsi se il piano anti-crisi in discussione al Congresso non sara’ approvato in fretta. Lo ha detto il presidente della Fed,  Ben Bernanke Bernanke davanti alla commissione bancaria del Senato. Per evitare conseguenze molto serie, secondo Henry Paulson, segretario del Tesoro Usa e Ben Bernanke, questa è l’unica strada da seguire.  I due hanno esortato oggi il Congresso ad approvare un piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari

Parigi, 4 ott. (Adnkronos) - I leader del G4 sono d'accordo nel chiedere la convocazione "al più presto possibile" di un vertice internazionale per rivedere le regole del capitalismo

PARIGI (Reuters) - A conclusione del vertice di ieri a Parigi, i leader europei hanno garantito che faranno tutto il possibile per arginare la crisi dei mercati finanziari che è partita da Wall Street e si sta estendendo ora anche alle banche europee.

Pertanto, fare del moralismo postumo, dopo che questa crisi è scoppiata come una mega bolla, mi lascia assai perplesso, in quanto non è credibile che in nessuna struttura di governo UE non ci sia stato, nessun organo di vigilanza in grado di prevedere questa gravissima crisi e di lanciare l’allarme per tempo.  Un noto fiorentino del  500’ , che dei fatti del mondo se ne intendeva, a quei tempi così scriveva:

-  perché dove molti errano niuno si gastiga, e i falli piccoli si puniscono, i grandi e gravi si premiano; e quando molti patiscono pochi cercano di vendicarsi,  perché le ingiurie universali con più pazienza che le particolari  si sopportono.  Il multiplicare adunque ne' mali ci farà più facilmente trovare perdono, e ci darà la via ad avere quelle cose che per la libertà nostra di avere desideriamo.  Niccolò Machiavelli - Istorie fiorentine

 

Giorgio Quarantotto

7/10/2008

il precedente post a : Sempre di tasca nostra

(continua)


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