
( Emilia Romagna)
Seconda parte
Il piano regionale punta sulla autosufficienza energetica
Pag. 98 e 99
4. 2. 4. Richiesta regionale di potenza: previsioni al 2010 e 2015In precedenza si sono riportati i dati relativi alla produzione ed alla richiesta di energia elettrica regionale nonché ai flussi con l’esterno.Da tali dati è possibile evidenziare, con riferimento al 2003, che la potenza installata in regione è in grado di coprire ampiamente la richiesta interna.
In realtà il basso coefficiente di utilizzo degli impianti34 si è tradotto in un deficit di produzione elettrica pari a circa 4.326 GWh ed in un deficit di potenza pari a circa 910 MW (2003).
E’ stato anche riportato lo scenario evolutivo tendenziale spontaneo del sistema energetico regionale con previsione dei consumi energetici finali ed in particolare dei consumi elettrici al 2010 e al 2015. In base a dette previsioni la richiesta di energia elettrica della regione risulta attestata attorno ad un valore di 33,5 TWh nel 2010 e 39,8 TWh nel 2015. Considerato un obiettivo di miglioramento dell’efficienza elettrica del sistema pari a 0,5% all’anno, la richiesta elettrica regionale si riduce a 32,9 TWh nel 2010 e 38,2 TWh nel 2015. A tali dati corrisponde una domanda di potenza alla punta pari a 5.800 MW nel 2010 e 6.700 nel 2015. Un ulteriore strumento previsivo è dato dall’analisi dell’andamento della potenza oraria richiesta alla punta invernale ed estiva.
Pag.101
Le previsioni riferite al 2012 sono state formulate da GRTN allo scopo di definire un quadro di riferimento per il programma di sviluppo della rete di trasmissione
http://it.wikipedia.org/wiki/Gestore_dei_Servizi_Elettrici
GRTN - Gestore Rete Trasmissione Nazionale
La metodologia previsiva adottata da GRTN per pervenire alla formulazione del programma di sviluppo della rete nazionale, che rientra tra i suoi compiti di istituto, utilizza la serie storica dei dati relativi alla richiesta elettrica sulla rete nazionale e l’andamento della intensità elettrica. A fronte delle sue responsabilità GRTN ha prospettato alle Autorità nazionali e regionali competenti la situazione del sistema elettrico e le criticità connesse. In particolare GRTN ha evidenziato, a partire dall’anno 2001 un margine di riserva di potenza particolarmente basso, generato da una limitata disponibilità effettiva di capacità di produzione rispetto alla punta richiesta sulla rete
. GRTN ha adottato per il periodo 2002 - 2012, una previsione di espansione della richiesta di energia elettrica pari ad un tasso medio annuo del 3%.Sulla base di tale assunzione la previsione relativa alla domanda di energia elettrica è pari
a 420 TWh nel 2012.ANNO DOMANDA ELETTRICA (TWh) TASSO ANNUO MEDIO DI CRESCITA
1985 195,0
1990 235,1 1985 – 1990: 3.8 %
1995 261,0 1990 – 1995: 2,1 %
2000 297,7 1995 – 2000: 2,7 %
2003 320,7 2000 – 2005: 3,0 %
2012 420,0 ( ipotizzato )
%Tab. 4.40 – Previsione di sviluppo della domanda elettrica nazionale
Pag 139
La Regione, d’intesa con gli Enti Locali interessati, ha contribuito ad adeguare la dotazione regionale di impianti di base, autorizzando l’installazione di nuovi impianti termoelettrici e promuovendo il repowering e la ambientalizzazione degli impianti esistenti di potenza superiore a 300 MW, con piena assunzione di responsabilità rispetto al deficit nazionale di potenza e alle esigenze di equilibrio tendenziale del bilancio elettrico regionale. Questi elementi di valutazione uniti alla particolare vulnerabilità del territorio regionale nei confronti delle emissioni inquinanti in atm-osfera, portano a considerare come prioritari, nell’orizzonte temporale del PER, gli obiettivi di risparmio energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, della cogenerazione e della generazione distribuita ad alta efficienza a copertura del fabbisogno interno. Questi indirizzi di valenza programmatica, in armonia con specifiche direttive comunitarie, saranno portati dalla Giunta regionale in sede di pronunciamento riguardo alle intese di cui alla legge n. 55/02.
Francamente non penso come sarà possibile raggiungere gli obiettivi fissati da Kyoto, valutando le scelte fin qui adottate in ambito regionale .
Nella
Previsioni,queste, che se accolte senza una autorevole discussione nel merito, portano inevitabilmente ad un aumento della produzione di energia elettrica all’interno della Regione Emilia Romagna e con ciò anche ad un maggior inquinamento dell’aria in una Val Padana già fortemente inquinata. I sistemi tecnologici mediante i quali dovrebbe essere prodotta l’energia elettrica, che le previsioni ( di comodo ) indicano necessarie, non andranno a favorire i progetti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili, se non in minima parte, perchè il vero business si fa con elevata potenzialità di energia ( che il fotovoltaico non può dare ); nella corsa alla produzione di energia saranno favoriti prevalentemente i grandi impianti di coogenerazione , gli impianti turbogas a ciclo combinato o le centrali a combustione di biomassa, come già avvenuto nel Comune di Argenta.
http://it.wikipedia.org/wiki/Biomassa
Per la riconversione degli zuccherifici, la percentuale dell’aiuto comunitario da destinare agli investimenti per la trasformazione di essi , è stata indicativamente fissata al 90% dalla regione Emilia-Romagna. Il plafond complessivo disponibile è di oltre 560 milioni di euro. Di fatto la quasi totalità degli aiuti comunitari ricadranno nelle tasche dei grandi industriali dell’energia, lasciando il 6% ai contoterzisti e cosa ben più grave, distribuendo agli agricoltori , solo il 4% dei contributi. Un vero scandalo ! Per alimentare questo enorme inceneritore da 275.000 ton/anno, necessiterebbero piantagioni dedicate di pioppi e canna comune, un infestante che i nostri avi hanno a fatica debellato con le dure opere di bonifica. Questo progetto di centrale/inceneritore non è il solo, ma nelle province di Ravenna, Forlì e Cesena i progetti in cantiere sono oltre una decina. Per alcuni di essi le procedure autorizzative sono già state avviate e quindi in un raggio di circa 30 Km, si ipotizza la costruzione dei seguenti impianti:
1.a Faenza (Ravenna) Distercoop, Tampieri Energie (ampliamento di un impianto gìà esistente), CAVIRO (decuplicazione dell’impianto già esistente alimentato a rifiuti);
2.a Conselice (Ravenna) Unigrà da 11 MW a 50 MW con due motori marini che utilizzeranno olio di palma proveniente dall’Indonesia:
3.a Case Murate (Forlì) un impianto da 22 MW a cosiddette biomasse;
4.a Ravenna, sul porto, la Petrolifera Italo Rumena Docks Cereali e Consorzio Agrario hanno appena depositato un progetto per una centrale da 99 MW.
In relazione al solo inceneritore di Russi, secondo uno studio della coldiretti - successivamente confermato anche dalle altre associazioni agricole - non sarebbe sufficiente una area vasta il doppio della nostra regione per soddisfare la sua fame di biomasse destinate alla produzione di energia e scandalosamente finanziata dai certificati verdi, prelevati ingiustamente dalle nostre bollette !!A questo proposito è nato spontaneamente il Comitato Provinciale Art.32, costituito da numerosi di cittadini preoccupati e profondamente indignati dalla facilità con cui il rispetto della salute e dell’ambiente venga sistematicamente calpestato dall’interesse e dal business privato della grande industria. L’agricoltura è ed è sempre stata degli agricoltori ed è per questo che questo comitato ha chiesto che gli incentivi ed i certificati verdi non ricadano nelle tasche dei potenti dell’industria energetica, ma che al contrario , piovano sul territorio per incentivare piccoli impianti di produzione energetica da reali fonti rinnovabili (0,1Mw) come :
biodigestori anareobici, (impiegando le deiezioni prodotte dai numerosissimi allevamenti di bestiame presenti da tempo sul nostro territorio );
impianti solari e fotovoltaici (che andrebbero a bonificare i tetti di eternit dei capannoni agricolo, altra reale emergenza ambientale per la quale adesso stiamo pagando la leggerezza e il vuoto normativo di tutela della salute). Tali impianti solare/fotovoltaico sarebbero assai meno impattanti sul territorio e sulla salute e soprattutto sarebbero gestiti direttamente dagli agricoltori creando per loro un reale reddito e dando loro la possibilità di usufruire di tutti i benefici economici.
Inoltre detto comitato sosteniene un progetto di impianto a biogas presentato dalla ditta Bio Energy S.r.l. e Biogas Engineering S.r.l. al Comune di Russi nell’agosto 2006 e i piccoli impianti a fermentazione di mais e girasole proposti da tutte le Associazioni dei Produttori Agricoli. Tali tipologie di impianto sono caldamente sostenute dal Dottor Professor Perissinotto , Presidente Genagricola S.p.A. che non prende in considerazione altre alternative e bocciando la tecnica dell’incenerimento.
Questi progetti sopra elencati funzionanti con criteri per una energia realmente rinnovabile, sarebbero in grado di produrre un saldo occupazionale sicuramente maggiore rispetto alle soluzioni presentate dal progetto Eridania-Falck-Actelios.
Nel progetto dell’inceneritore a biomasse di Russi è previsto l’impiego di un forno a griglia che consente di bruciare qualsiasi tipo di corpo solido e quindi anche rifiuti e per questo che è sorto il Comitato di protesta, è motivo di grande preoccupazione.
Altro elemento di riflessione è che Actelios del gruppo, FALCK S.p.A. proponente con Eridania del progetto in questione, sia di fatto impresa capogruppo di un insieme di società che svolgono attività di smaltimento e trattamento dei rifiuti industriali ed urbani e produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. (tratto da Provvedimento n. 14087 del Garante della concorrenza e del mercato in data 23.2.2005).
Ma non solo, risulta infatti che ACTELIOS ED HERA stanno già operando insieme, tanto da aver costituito una società (FEA S.r.l.) che ha portato alla costruzione ed alla gestione dell’inceneritore di Granarolo Emilia, alle porte di Bologna. Cosa si farà di questi impianti quando non sarà più possibile usufruire dei certificati verdi?
Giorgio Quarantotto
Tab 4.40 vengono evidenziate le previsioni di crescita della domanda di energia elettrica nella regione pari a 420 TWh nel 2012 . I valori degli Esuberi/Deficit previsionali sono pertanto stati calcolati come differenza fra i valori della Produzione regionale al 2002 e la Richiesta in energia prevista per il 2012 Se esaminiamo il caso del progetto di riconversione della filiera bieticola- saccarifera di Russi, effettuato mediante la costruzione di un impianto a biomassa per la produzione di energia elettrica sito in comune di Russi (Ra) da 30 Mw a combustio-ne, (proponenti Falck Acetilos - Gruppo Maccaferri ), notiamo che l’impianto è assimilabile ad un inceneritore, solo che brucerà biomassa.l'immagine da
continua
nuke.casaeclima.it/Default.aspx?tabid=282
