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La contro il razzismo
Presentata dalla Cgil l'iniziativa “Stesso sangue. Stessi diritti” in favore dell'uguaglianza tra cittadini stranieri e italiani. «Gli immigrati producono il 9% del nostro Pil», ha detto Epifani. Tra le proposte del sindacato, la sospensione per due anni della legge Bossi-Fini, la regolarizzazione dei lavoratori in nero, una nuova norma sulla cittadinanza e la concessione del diritto di voto.
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Sangue, sudore, lacrime, sorrisi. Sono i simboli che la Cgil ha scelto per il lancio di una campagna contro il razzismo e a favore dell'uguaglianza tra i cittadini, intitolata “Stesso sangue. Stessi diritti”.
Anche se il colore della pelle delle persone è diverso, è il senso dell'iniziativa presentata questa mattina nella sede nazionale del sindacato, a Roma, il sangue, il sudore, le lacrime e i sorrisi non presentano alcuna differenza e, quindi, agli immigrati devono essere riconosciuti gli stessi diritti degli italiani.
«La crisi economica in atto – ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani, intervenuto alla presentazione della campagna – può contribuire ad accentuare le sacche di xenofobia che si sono registrate nel nostro Paese. Non basta dire “non siamo razzisti”. E' per questo che lanciamo una campagna fatta di esempi positivi, che richiami il tema dell'uguaglianza tra le persone».
Diverse le proposte che il sindacato ha messo sul piatto in tema di immigrazione, a partire dalla sospensione per due anni della legge Bossi-Fini per proteggere dall'espulsione i lavoratori che dovessero perdere il lavoro a causa della crisi dell'economia. Epifani, che ha espresso il suo apprezzamento per le parole sugli immigrati del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha sottolineato il valore dei lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese: «Gli stranieri residenti in Italia sono oggi circa 4 milioni, il 6,7% della popolazione, che producono il 9% del Pil», ha affermato.
Per questo il sindacato di Corso d'Italia ha rivolto diverse critiche alle iniziative del governo sull'immigrazione, dalla stretta sui ricongiungimenti familiari alle tasse di 200 euro per la richiesta di permesso di soggiorno e cittadinanza, sino alla carta di soggiorno a punti. «Per il governo la questione dell'immigrazione è principalmente questione di ordine pubblico», si legge in un comunicato diffuso dalla Cgil.
Sul tema dei flussi migratori, che la Lega ha recentemente proposto di interrompere per due anni, «l'unica cosa ragionevole che il governo può fare – sostiene il sindacato di Epifani - è dare corso a tutte le domande che corrispondono ai requisiti richiesti e regolarizzare quelli che già lavorano in nero in condizioni di ricattabilità e grave sfruttamento ad opera dell'economia sommersa».
La Cgil, inoltre, ha proposto una revisione della legge sulla cittadinanza, in modo tale da concederla automaticamente ai bambini nati in famiglie di immigrati residenti in Italia, e la concessione del diritto di voto agli stranieri che vivono stabilmente nel nostro Paese da cinque anni.
Per Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil responsabile del Dipartimento Welfare e Nuovi Diritti, lo scopo dell'iniziativa lanciata stamane dal sindacato è quello di abbattere ogni tipo di pregiudizio nei confronti degli stranieri, come quello che, in passato, etichettava gli italiani come «tutti mafiosi, imbroglioni, sporchi e mangiaspaghetti».
La campagna si concluderà il 21 marzo del prossimo anno, in occasione della giornata internazionale contro il razzismo.