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mercoledì, 19 novembre 2008

G 20 molto fumo e poco arrosto, ovvero....

in attesa di Obama

Seconda parte

IL PIANO DI MEDVEDEV
Data: Giovedì, 16 ottobre 2008
Argomento: Russia
DI ANNA ARUTUNYAN
Moscow news



Il presidente russo Dimitri Medvedev ha offerto due progetti a cinque punti su come uscire dalla crisi finanziaria mondiale e forgiare un nuovo trattato di sicurezza per mantenere la pace nel mondo. Parlando con toni che non cercano confronti dato che la crisi economica ha completamente offuscato le controversie causate dalla guerra con la Georgia. Il discorso tenuto mercoledì a Evian per la "World Policy Conference" dal presidente russo è stato improntato sulla ricostruzione dei rapporti di amicizia con l'Europa anche se biasimata non solo per la crisi finanziaria, ma anche per la politica Euro-Atlantica al servizio di un mondo "unipolare". Alla ricerca di più cooperazione e dialogo, con il supporto di Sarkozy, che ha espresso l'urgenza di un G8 di emergenza per uscire dall'odierna crisi economica. L'incontro privato tra i due leader dopo la conferenza suggerisce che Russia e Europa sono ben lontane da una "nuova guerra fredda".

Medvedev ha sottolineato una serie di punti che potrebbero condurre il mondo fuori da questa crisi, inoltre ha espresso concentrazione sul forgiare un nuovo sistema di sicurezza, commentando che quello creato nel dopo-guerra fredda ha provato di essere un fallimento. Il risultato, ha detto Medvedev, è stato il conflitto in Georgia e la crisi finanziaria mondiale.

I recenti avvenimenti nel Caucaso hanno dimostrato che è impossibile calmare o contenere un aggressore con una politica di "approccio di blocco", ha espresso implicitamente al riguardo degli USA. "Se azioni irresponsabili e avventurose di un regime di un piccolo paese (la Georgia in questo caso) sono in grado di destabilizzare il mondo, non è questa forse una prova che un sistema di sicurezza unipolare non può funzionare?".

"Inoltre mi sembra evidente che l'egoismo economico è anch'esso conseguenza di una visione unipolare del mondo e del desiderio di esserne l'unico mega-regolatore. E' una politica a senso unico nei termini di uno sviluppo economico globale. Credo che le origini della situazione attuale si possano trovare negli eventi accaduti sette anni fa. In conseguenza al ribaltamento del Regime Talebano in Afghanistan, gli Stati Uniti cominciarono un nuovo capitolo di azioni unilaterali che non furono coordinate né dall'ONU né da altri Stati partner. E' sufficiente menzionare la decisione del ritiro dal Trattato ABM e la conseguente invasione dell'Iraq".

la prima parte G 20 molto fumo e poco arrosto, ovvero....

Giorgio Quarantotto

continua

L'immagine da desaparecidos.ilcannocchiale.it/?r=78706


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