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lunedì, 29 dicembre 2008

La parodia del garantismo e il mito (a buon mercato) del "legalitarismo"

Cari Manconi e Boraschi,

ho appena letto il vostro intervento sull'Unità di oggi ( ieri per chi legge ) 
pag 35  ("Giustizialismo, la cupa parodia della Giustizia").

Chi scrive è un piccolo "costituente" del PD (membro dell'assemblea nazionale eletta il 14/10/07).
Non sono e probabilmente non sarò mai un elettore di Di Pietro, perchè continuo a ritenere appropriato definirmi un cittadino "di sinistra"; inoltre continuo a ritenere gravissima la scelta dell'Italia dei Valori di impedire - nonostante il programma elettorale dell'Unione lo prevedesse - la costituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova.
Da figlio di un magistrato, ritengo deplorevole (sebbene non imprevedibile) la recente sentenza su quei fatti.


Questo per dire che, in un Italia in cui la politica sbaglia quasi sempre, non c'è da stupirsi se anche la giustizia non funziona sempre come dovrebbe...

Sono uno dei tanti elettori dell'Unione che ritennero un grave errore politico - oltre che una grave ipocrisia culturale - il provvedimento dell'indulto approvato nel luglio 2006. Credo che sarebbe stata più utile - e politicamente più "sostenibile" - una amnistia selettiva.
Come previsto (in primis dal CSM) quel provvedimento non ha avuto nemmeno l'effetto collaterale di affrontare il problema strutturale del sovraffollamento carcerario.
Peraltro, tra i tanti problemi irrisolti nei due anni del secondo governo Prodi, nulla è stato fatto per porre rimedio alla vergogna dei CPT.
Persino il mio sindaco, Sergio Cofferati, che aveva promesso di fare tutto il possibile contro questi lager politically correct, si è completamente dimenticato del problema. Anche lui è stato infatti abbagliato dal mito della "legalità", intesa però come la intende la Lega di Bossi.

E' per questo che mi permetto di scrivervi per suggerire, come obiettivo sensibile di un garantismo ben inteso, non tanto il cosiddetto "giustizialismo" (parola che, come tutti i termini abusati, rischia di perdere di senso e di significato), quanto piuttosto il LEGALITARISMO, malattia senile della sinistra "riformista".
La sbornia legalitaria che Sergio Cofferati ha furbescamente cavalcato (soprattutto mediaticamente) in questi 5 anni da sindaco, non è altro che una risposta - sbagliata e inefficace - alla richiesta di sicurezza di una cittadinanza sempre più impaurita dal "forestiero", e vittima di un bombardamento mediatico, studiato a tavolino, volto a creare le condizioni per un consenso diffuso verso ricette semplicistiche, spacciate come soluzioni a problemi complessi.

Se c'è un limite, un difetto della sinistra italiana contemporanea è propio quello di mostrare un preoccupante tasso di inadeguatezza di fronte alla complessità dei problemi di oggi. Oltre ad una scarsa propensione ad immaginare e pre-vedere il mondo e l'Italia del futuro.
Questo limite lo si evince non solo sul tema della sicurezza, "ma anche" su casi simbolici come quello di Eluana.

Complice la campagna elettorale permanente nella quale siamo costantemente (volutamente?) immersi, fatichiamo a dotarci di una visione del mondo auspicabile e perciò perseguibile e convincente.

Dunque siete proprio sicuri che il nostro problema si chiami Di Pietro (o "giustizialismo")?
Siamo ancora in grado di distinguere tra una semplicistica richiesta di punizione e una sacrosanta esigenza di legalità (concetto diverso, per certi versi antitetico a quello di legalitarismo)?
E sappiamo ancora distinguere tra garantismo e impunità?

In altre parole: è utile proseguire uno scontro tra guelfi e ghibellini, dividendosi tra gli apparentemente buonisti e i non necessariamente forcaioli?
E ancora: uscendo dal gioco destra-sinistra, in un paese "democratico" è accettabile/sostenibile che un malfattore come Geronzi sia presidente di Mediobanca?

Vi giro, qui sotto, una email inviata ieri all'Unità e ad alcuni amici bolognesi.
Spero di non essere schedato anch'io tra i giustizialisti senza speranza...

Grazie per la vostra attenzione e buon 2009.
Cordialmente,

 Riccardo Lenzi

la lettera all' UNITA :

'L'analfabetismo giudiziario della sinistra italiana: dall'insostenibile indulto all'inesistente "caso Pescara"
Date: Sat, 27 Dec 2008 14:27:04 +0100

Luciano Violante (e chi per/con lui) dovrebbe vergognarsi.

Un ex magistrato che - da anni - fa disinformazione sulla Giustizia italiana è già di per sè cosa piuttosto grave.

Se per di più questo ex magistrato è il capofila di coloro che vogliono "dialogare" con Berlusconi sulla riforma dell'ordinamento giudiziario,
non ci si può meravigliare del fatto che l'Italia dei Valori aumenti il suo consenso tra i cittadini italiani.

Altro che sentinelle: per fermare l'attuale deriva della politica italiana ci vorrebbe un servizio d'ordine democratico.

Bisognerebbe togliere il sonno a chi, per esempio, non pone come precondizione di qualunque "dialogo", il ripristino della decenza:
abrogare il c.d. lodo Alfano.

Una opposizione seria (e seriamente "riformista") sfiderebbe in tal senso la maggioranza, sul tema della giustizia, con tre richieste precise (due al governo e una al Presidente della Repubblica):


1) sgombrare immediatamente il campo dalla porcata del lodo Alfano, abrogandolo
2) nessuna museruola sulle intercettazioni (tutti i parlamentari dell'opposizione, a cominciare da Massimo D'Alema, dovrebbero consentire la pubblicazione di tutte le intercettazioni che li riguardano, in modo da mostrare all'opinione pubblica che non hanno niente da nascondere e di cui vergognarsi)
3) il Presidente Napolitano annunci pubblicamente - magari nel suo discorso di fine anno - che, pur avendo firmato la legge, rifiuta unilateralmente di avvalersi dell'immunità del lodo Alfano.


Se qualcuno avesse la pazienza di leggersi il reale contenuto* dell'ordinanza del gip Luca De Ninis, forse eviterebbe di blaterare accuse scomposte e insostenibili versus la magistratura abruzzese. Possibile che l'opposizione "di sinistra" consideri prioritario attaccare la magistratura anziché la destra?
Non sarebbe meglio, a proposito di "ingiustizie", chiedere scusa agli italiani per aver votato l'indulto nel 2006?

A meno che non si tratti di ignoranza, bensì di malafede e coda di paglia. A pensar male...

*
http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/article.php?storyid=18446

http://www.wikio.it/news/Luca+De+Ninis

Riccardo Lenzi

www.riccardolenzi.info

l'immagine da  www.carmillaonline.com/cgi-bin/mt-search.cgi?...


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