
Dopo la piccola premessa, la prima cosa che ho fatto, prima di iniziare il lavoro, è quella di prendere il vocabolario della lingua italiana e cercare le seguenti parole:
Migrare: abbandonare il proprio luogo di origine per stabilirsi altrove
Profugo:da profugere: fuggire via. Chi è costretto ad allontanarsi dalla propria patria e a cercare rifugio altrove
Clandestino: da clam: di nascosto. Che si fa in segreto e contro precisi divieti.
Teniamo bene in mente queste citazioni che ci serviranno anche nelle "puntate "successive...
I Migranti,che viaggiano di nascosto per allontanarsi dalla propria patria a causa di una guerra, di violenze subite ecc,varcate le frontiere europee si accorgono ben presto che quell’isola felice di diritti, libertà e accoglienza non esiste affatto. Vengono etichettati, sin dal loro arrivo, come CLANDESTINI. Diverrà il loro nome, il loro documento, che si porteranno dietro per tutta la loro permanenza nel territorio europeo o per tutta la vita. Da quel momento, inizia una slavina di difficoltà e incomprensioni, che non potevano immaginare prima della loro difficoltosa ed esasperata partenza. Clandestino, per molte persone ora sembra quasi un sinonimo di assassino, un uomo che disturba la quiete pubblica, solo per aver varcato la frontiera senza nessun documento o solamente per avere la pelle di un altro colore. Queste persone si sentono attaccate su tutti i fronti, sembra che nel mondo non ci sia posto per loro e ovviamente si difendono come possono: buttandosi all’alcool, per dimenticare e par passare lunghe nottate di freddo; vanno a rubare, per un pezzo di pane ecc.
Si muovono per cercare una vita migliore perché nel loro “mondo” spesso c’è molta povertà, ci sono conflitti etnici (spesso iniziati nel periodo coloniale),ci sono guerre,violenze,abusi o non vengono rispettati i diritti civili. Generalmente il flusso di migrazione è dal sud verso nord ovvero,dal mondo dello sfruttamento al mondo del capitale. Per quanto riguarda le modalità di trasporto potremmo aprire un altro capitolo interessante ma ora non ci interessa molto. Diciamo solamente che questi spostamenti vengono definiti irregolari perché spesso coinvolgono trafficanti di esseri umani. La loro colpa è di voler scappare dalla miseria e dalla guerra (che molto spesso provoca l’occidente per i suoi bisogni materiali) per cercare un futuro migliore. Vivono come dei fantasmi, costretti sempre a fuggire, per non essere arrestati dalle nostre autorità. Obbligati a delinquere poiché non c’è voglia di dare loro una possibilità di stanziamento nella nostra terra. Si preferisce reprimere le persone piuttosto che sedersi in un tavolo e discutere seriamente del problema e ridisegnare il sistema che si è creato, non naturalmente ma per mano dell’uomo avido.
Le persone che si muovono in questa maniera spesso mettono a rischio la propria vita, sono obbligate a viaggiare in condizioni disumane. Ma agli stati spesso preme più la salvaguardia dell’identità nazionale e della sicurezza del paese, senza compromettere la sovranità di un governo.
Ogni anno migliaia di persone muoiono nel tentativo di raggiungere un altro paese e, tra coloro che arrivano a destinazione, in molti incontrano abusi alla frontiera o all'interno del territorio, tra cui la detenzione arbitraria, le espulsioni collettive, la discriminazione, il razzismo e la xenofobia dice Amnesty International. I migranti, in particolare se senza documenti per il soggiorno, vengono non di rado descritti dai politici e dai mezzi di comunicazione come criminali, pesi economici o minacce per la sicurezza: la realtà è che molte economie dipendono dalla loro forza lavoro, scarsamente riconosciuta, poco apprezzata e spesso sottovalutata. Secondo un rapporto Amnesty international del 2006:”Attualmente, oltre 200 milioni di persone nel mondo vivono fuori dal paese in cui sono nate. Tra queste, quasi 10 milioni sono richiedenti asilo e rifugiati che hanno dovuto lasciare il proprio paese per mettersi in salvo dalla persecuzione, dalla tortura o da altre gravi violazioni dei diritti umani.”
Ci sarebbe molto da parlare sull’immigrazione clandestina:sulle rotte,le problematiche,le vittime dell’immigrazione,dati sull’immigrazione in Italia,ma a me non piace. Spesso i dati che passano attraverso organi di informazione statale non sono veritieri in quanto è difficile stabilire quanti clandestini ci siano in Italia. Poiché i clandestini seguono vie illegali per raggiungere il paese di destinazione non possono essere oggetto di dati statistici. Anche per quanto riguarda il lavoro,chi riesce a fuggire dal controllo viene comunque sfruttato dalle imprese come manodopera a basso costo senza essere regolarizzato. Essendo solamente il nulla per la società sono facilmente ricattabili a causa della loro stato di irregolarità. Sono oggetti anche di razzismo in questo senso perché accusati di togliere lavoro alla popolazione italiana peggiorando la qualità della vita, ma questo è un discorso che va fatto agli imprenditori e non a chi sgobba dalla mattina alla sera per un pezzo di pane.
Andrea Onori
continua
la 1° puntata a chi è clandestino?
